07 dicembre 2018

Medici e rinnovo contrattuale. I sindacati minacciano altri scioperi

Il coordinamento dei sindacati dei medici è deciso a scendere di nuovo in piazza e ad incrociare le braccia. Il che significa nuovo stop alle prestazioni ospedaliere e non, con gravi disagi all’utenza. "L’ultimo sciopero unitario dei Medici, Veterinari e Dirigenti sanitari del 23 novembre, ha registrato una partecipazione senza precedenti, una ribalta mediatica eccezionale, un affannarsi di ministri e governanti. Con promesse ed impegni che, però, stentano a tradursi in fatti".

"The day after è, infatti, una pagina vuota, ancora da scrivere, e le richieste delle Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria appaiono perse nei meandri della burocrazia, degli incontri a due o a tre, nelle furbizie e negli opportunismi di vario genere e di varie parti. Di modo che latitano ancora le condizioni necessarie per il rinnovo, dopo 10 anni, del contratto di lavoro, irrinunciabile strumento di governo, anche della spesa, e di innovazione dei modelli organizzativi, delle forme retributive, dei contenuti e delle tipologie di lavoro, capace di frenare la fuga dei medici e dei dirigenti sanitari dagli ospedali e di rendere questo lavoro di nuovo attrattivo per i giovani".

I medici, sottolinea l'intersindacale, si aspettavano risposte già dalla manovra attualmente in discussione. "La discussione della Legge di Bilancio, e dei provvedimenti collegati, procede senza che si intravveda il mantenimento degli impegni assunti con i medici, ed i cittadini, fin dal contratto di governo, un testo sacro per tutto ma non per il capitolo salute", lamentano i camici bianchi.

Il Ministro della Salute, che il 23 novembre ha dichiarato di essere "con i lavoratori della Sanità, in ogni caso", rischia una sconfitta politica se viene meno all'impegno, assunto a nome del Governo, ad ascoltare i medici per rimediare ai guasti che nel passato hanno esasperato le situazioni di disagio reale del Servizio sanitario. Questa è una promessa da non tradire. Se si vogliono evitare nuovi scioperi più incisivi nelle prossime settimane".

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