23 novembre 2020

Terremoto in Campania: un medico eroe operò per 40 ore sotto una tenda, senza fermarsi mai 

Nella tragedia immane del terremoto dell'Irpinia, del 23 novembre del 1980, che colpì la campania e la basilicata con quasi 3000 vittime e 9000 feriti, c'è la storia di un medico eroe che per 40 ore ininterrottamente, subito dopo l'accaduto, operò in una tenda con i pochi attrezzi raccolti durante la fuga. Nel paese di Pescopagano, al confine tra basilicata e campania, c'era un ospedale ortopedico sede distaccata dell'ospedale di Potenza. Quella domenica sera di 40 anni fà durante la scossa anche l'ospedale fu reso inagibile. Fu appunto un medico di quell'ospedale il Dott. Corrado Adamo a soccorrere i primi feriti, operando sotto una tenda allestita nel campo sportivo.

La sua testimonianza raccolta qualche tempo dopo l'accaduto, è da brividi:

"Dopo i 70-80 secondi di terremoto, del finimondo, e della certezza di esser finiti, cominciò il caos veramente. Io insieme a tutti i dipendenti della struttura tra cui mia moglie portammo via i pazienti dall'ospedale verso il campo sportivo, dove organizzammo un ospedale da campo, dove nel giro di poche ore arrivarono decine e decine di feriti". Operò ininterrottamente per 40 ore assistendo i pazienti dell'ospedale e tutti i feriti che arrivavano, con l'aiuto dei colleghi e con quei pochi attrezzi chirurgici che riuscirono a recuperare durante la fuga, con solo 12 bottiglie di acqua a disposizione e  senza nemmeno la possibilità di poter  eseguire anestesia. Furono ore concitate e piene di lavoro, con tante storie tristi.

Ma nel racconto del Dott. Adamo però c'è anche un episodio piacevole che lui tiene a sottolineare: "mi fu portata una bimba unica superstite di una famiglia di 5 persone insieme al padre che me la portò, che durante l'intervento, cosciente,  mi diceva ripetutamente che lei non poteva morire perchè era troppo piccola, fortunatamente la bambina si salvò" La testimonianza del dott. Corrado Adamo si conclude con un messaggio di scuse per  l'impotenza del corpo medico in quella situazione, verso tutti quei pazienti per i quali non si è potuto far niente.

La macchina dei soccorsi in quella situazione fu lentissima, lo stesso presidente della repubblica Pertini arrivato nei luoghi del disastro sottolineo con un messaggio alla nazione, l'inadeguatezza della macchina dei soccorsi che aveva lasciato soli tantissimi comuni. Solo lo spirito di sacrificio e l'alto senso del dovere dei professionisti presenti in quei luoghi è riuscito ad alleviare le sofferenze dei tanti abitanti rimasti senza niente.

(Antonio Pezzella - Rcs Salute)

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