16 novembre 2020

 Naufragio al largo di Lampedusa: la straziante sepoltura del piccolo Jospeh nel Cimitero di Lampedusa

"Non è stato facile decidere di pubblicare questa foto, che racconta la cruda realtà". Comincia in questo modo il post che il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha pubblicato nella giornata di ieri, sul suo profilo, facendo riferimento alla sepoltura del piccolo Joseph morto nel naufragio al largo di Lampedusa lungo la strada della speranza: sognava l’Europa in cerca di speranza, era salito con alcuni parenti a bordo dei “barconi della morte”.

Joseph aveva sei mesi e veniva dalla Guinea. Ma ha perso la vita in mare nel naufragio dell'11 novembre nel Mediterraneo centrale; con lui centinaia di altre persone, in quel viaggio, non hanno mai toccato terra ferma. Nella foto scattata a bordo il piccolo è tenuto in un braccio da un soccorritore di Open Arms bardato di visiera e con due mascherine protettive.

Una foto drammatica che testimonia quanto sta avvenendo nel Mediterraneo centrale in tempi di pandemia, con una sola nave della società civile libera di soccorrere e con una sola motovedetta della capitaneria di porto di Lampedusa. Open Arms insieme ai medici di Emergency che si trovavano a bordo della nave di soccorso hanno cercato di fare il possibile per salvare quante più vite umane. Ma “Nonostante gli enormi sforzi dell'equipe medica il piccolo di 6 mesi non ce l'ha fatta”.

Durante le operazioni di salvataggio della Ong insieme ai soccorritori si vede la madre del piccolo Joseph disperata che urla: “I lost my baby. Ho perso il mio bambino”.

 

"Non ci sono parole per descrivere il dolore della madre, che fino all’ultimo è stata accanto a quella bara - questo il racconto del sindaco parlando della sepoltura del piccolo Joseph -. Ditemi voi se questa è umanità, vedere bambini morire ogni giorno in questi viaggi della speranza, con il resto del mondo che resta a guardare senza intervenire – prosegue il sindaco -. Ditemi voi se questa è giustizia, vedere processi inutili per le decisioni di uno sbarco o meno, mentre centinaia di operatori cercano solo di salvare vite umane. Ditemi voi se potrà mai più aver pace una mamma, che ha visto morire il proprio figlio”.

(Antonio Pezzella – Rcs Salute)

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