05 dicembre 2018

Napoli, sanità pubblica in ginocchio. La denuncia dell'Ugl Medici

La sanità pubblica a Napoli versa in condizioni intollerabili. Lo denuncia il Segretario Nazionale dell'UGL Medici Pierluigi Franco, commentando la recente critica al Piano Regionale Ospedaliero della Campania presentata dal Ministero della Salute. Secondo il Ministero, il numero dei Dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) di primo livello in Campania è troppo esiguo e necessita di essere accresciuto al più presto per non rischiare il sovraccarico dei Dea di II livello.

"Gli unici Dea di I livello - spiega il Dott. Franco - sono il S. Giovanni Bosco ed il S. Paolo: il primo ha subito la perdita o il ridimensionamento (a favore dell’apertura dell'Ospedale del Mare) di divisioni e servizi di alta specialità", mentre "il personale medico del S. Paolo ha visto un crescente depauperamento e un’insufficiente reintegrazione, sia per il blocco del turnover, sia per le necessità dell'Ospedale del Mare".

In un comunicato diffuso oggi, il Segretario UGL Medici denuncia anche i mancati interventi di manutenzione edilizia negli ospedali napoletani, nonostante i fondi stanziati a questo scopo dall'Unione Europea. "In Campania sono già stati chiusi fin troppi ospedali, ci dice il Ministero - prosegue il Dott. Franco - noi aggiungiamo che ci si sta preparando a chiuderne altri, e questo non sarà più tollerabile".

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