02 novembre 2020

Il medico trova i messaggi dei familiari dei pazienti Covid deceduti: “Dia un ultimo abbraccio a mio padre”

È una storia struggente quella che arriva da Piacenza, dove nella prima ondata Covid si sono verificate centinaia di decessi. Secondo quanto riferito delle agenzie di stampa e dallo stesso medico protagonista della vicenda, Simone Isolani: il medico a distanza di mesi ha trovato nel proprio spam di Facebook decine di messaggi inviatigli dai familiari dei pazienti Covid, alcuni veramente struggenti.

"Dia a mio padre una carezza da parte mia". È uno dei tanti messaggi, circa 200, che il medico chirurgo piacentino ha trovato a distanza di mesi in una cassetta "nascosta" di Facebook: parole di ringraziamento per il lavoro che stava svolgendo nei reparti Covid nei mesi più duri, finora, della pandemia, parole di speranza e incoraggiamento ma anche richieste di ultimi saluti a parenti in cura in fin di vita. Genitori, nonni, amici. "All'iniziale senso di frustrazione per aver letto solo ora quei messaggi, ha fatto seguito un groppo in gola", racconta il chirurgo Simone Isolani al quotidiano piacentino Libertà. Isolani insieme al collega Luca Rosato a metà aprile fece il giro dei social con un video in cui in ospedale, chitarra alla mano, suonava un pezzo dei Radiohead tentando di restituire un po' di speranza in un periodo drammatico.

"In un ritaglio di tempo ho aperto la posta di Facebook e messo mano alla cartella 'richieste di messaggi' trovandone almeno 200 che non avevo mai letto - spiega Isolani - forse perché come dice il mio primario sono il medico meno tecnologico dell'ospedale". "Ho trovato chi a marzo mi aveva chiesto di dare un'ultima carezza al papà". Rintracciata da Libertà, Stefania, una delle tante figlie che aveva pensato di rivolgersi al medico su Facebook per chiedere di portare l'ultimo saluto al papà. "Vorrei che il dottor Isolani non si sentisse in colpa - dice commossa - Io ho guardato quel messaggio più volte nella speranza che venisse letto ma sapevo che sarebbe finito in una cartella non visibile, perché non era tra i miei contatti. So benissimo quanto hanno fatto i nostri medici".

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