03 dicembre 2018

HIV, sperimentazione internazionale vaccino promossa dal “Bambino Gesù”

Saranno Italia, Tailandia e Sud Africa i tre paesi, di tre diversi continenti, che ospiteranno a partire dal 2019 la seconda fase di sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l'HIV. Il vaccino, lo ricordiamo, è stato sviluppato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con il Karolinska Instituet di Stoccolma. L'Ospedale della Santa Sede, infatti è capofila di un progetto internazionale di ricerca (Epical, il consorzio nato nel 2015 che coinvolge 27 partner accademici, i più prestigiosi al mondo nell'ambito della ricerca su HIV pediatrico) che ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano.

Una disponibilità finanziaria, e non solo, che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un'ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: appunto Italia, Tailandia e Sud Africa. Lo comunica in una nota l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Lo studio rientra nel progetto di contrasto a l'AIDS, tutt’altro che sconfitto, anche se di passi avanti nel tempo si sono fatti. Ma i numeri sono ancora impietosi: si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV (dati UNAIDS). La vaccinazione terapeutica rappresenta una strategia di cura mirata a "educare" il sistema immunitario di una persona con HIV per aiutarlo a reagire contro il virus che lo ha infettato.

I vaccini "terapeutici" si distinguono da quelli "profilattici" in quanto i primi servono a curare persone gia' infette, mentre i secondi hanno una funzione preventiva (si prendono da sani per evitare i contagi). Non esiste purtroppo al momento un vaccino profilattico contro l'HIV. La nuova sperimentazione segue quella effettuata la prima volta nel 2013 dall'Unita' Operativa di Infettivologia del Bambino Gesù', all'interno del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero diretto dal prof. Paolo Rossi, in collaborazione con la cattedra di Pediatria dell'Università di Roma "Tor Vergata". La prima sperimentazione aveva riguardato 20 bambini nati infetti per via materna (contagio verticale), un tipo di trasmissione della malattia che interessa il 95% dei nuovi casi pediatrici ogni anno.

Nel bambino viene somministrato il DNA di una specifica proteina del virus dell'HIV. Queste informazioni genetiche introdotte nelle cellule del paziente stimolano la risposta immunologica dell'organismo. La cellula umana che riceve il DNA dell'HIV inizia a sintetizzarla, migliorando la risposta immunitaria verso il virus. La somministrazione del vaccino, abbinata alla terapia antiretrovirale classica, aveva ottenuto risultati positivi determinando il significativo aumento di risposte immunologiche potenzialmente in grado di consentire il controllo della replicazione del virus dell'HIV. L'avvio della nuova fase della sperimentazione sarà ora possibile grazie al lavoro di Epical. Il consorzio, coordinato dal Bambino Gesù, ha lo scopo di mettere a sistema la ricerca di nuove immunoterapie che permettano un controllo della malattia (remissione virologica) senza utilizzare i farmaci antiretrovirali attualmente disponibili.


Redazione


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