22 ottobre 2020

Lo sfogo di un'infermiera di Napoli: "Ora avete paura e ne abbiamo anche noi, vediamo ospedali pieni"

Ha deciso di affidare ai social il suo lungo sfogo, una riflessione sulla seconda ondata di Covid che sta letteralmente travolgendo Napoli, la Campania e l'Italia. Lei è Dora Diana, infermiera, appena 23 anni e già in trincea a combattere contro il virus. Ora ha lanciato un appello nella speranza di sensibilizzare i cittadini, i giovani come lei.

"Allora la situazione è questa, ora mi vedete con la tuta e quindi avete paura ma in realtà dovete avere paura di voi stessi e della vostra coscienza.non mi interessa che qualcuno mi chiama eroe, eroina voglio solo che leggete quello che scrivo .
Ogni giorno io, ragazza di 23 anni,ho paura. La mia paura deriva dal lavoro che faccio, che ho scelto e che tanto amo. Sono infermiera del 118 quindi sono in prima linea. Ogni qualvolta un medico di base decide di nn visitare il proprio paziente ci sono io che con i miei colleghi combattiamo, oppure quando nessuno da indicazioni su una terapia da seguire e le persone vengono lasciate a loro stesse perché è questo sta succedendo . La colpa non è di nessuno, né la mia , nè della mia squadra , nè dei medici di base , nè del pronto soccorso. Ecco beh , parliamo del pronto soccorso", ha raccontato.

"Al pronto soccorso c’è un sovraffollamento dei pazienti e tutti reparti covid sono pieni. Pieni in tutti sensi. Sapete che se qualcuno si becca il covid e sta veramente male deve sperare in un posto letto covid fuori regione? Oppure deve pregare che qualcun’altro si riprenda nel modo più veloce ma sappiamo bene che i tempi di guarigione sono più che lenti. Gli asintomatici sono fortunatissimi, non avete idea di quanto sono fortunati ma purtroppo c’è chi non ha difese immunitarie come loro e se lo becca e se lo becca veramente brutto tanto da avere una brutta dispnea, una brutta saturazione e la terapia covid non fa più effetto e di conseguenza servono gli antivirali e gli antivirali si fanno solo in ospedale - prosegue -. Questo succede, questo sta succedendo in Campania: Napoli e Caserta".

"Per favore restate a casa, o almeno non posso condannarvi se vi opprime la situazione anche io sono ragazza, anche io voglio i miei svaghi ma almeno abbiate la bontà di non toccarvi, non abbracciarvi per un’altro po’. Sopportate. A tutti quelli della mia età , i miei amici e i miei coetanei , tutti noi abbiamo una persona a casa che pensiamo “ se si becca il covid è finita “ beh ogni volta che uscite pensate a quella persona a voi cara. Io faccio così - aggiunge -.
Penso al mio papà, che purtroppo ha patologie cardiache pregresse e lui proprio nn può beccarselo e non potete capire l’ansia che ho quando torno da lavoro a casa nonostante il fatto che fortunatamente ho tutti i dispositivi di protezione e faccio il tampone periodicamente. Questo è per dirvi una minima parte di quello che io vivo ogni giorno".

"La situazione degenera e siamo solo ad ottobre, figuriamoci a novembre e dicembre. Io non sono tra quelle persone che vuole che chiudono tutto perché io sul 118, ho visto pure questo: persone che chiamano l’ambulanza per una depressione data dal fatto che la quarantena ha fatto chiudere locali e quindi molti sono rimasti senza lavoro, senza casa e si sono dichiarati pazzi . Si, ho visto pure questo. Quando vedo queste cose piango e non mi vergogno, ci sto male ma male veramente - conclude -.
Alla volte non mi sembra pandemia ma pura guerra. Facciamo in modo che non ci chiudono, che non ci sia un loco down, per chi ha un locale commerciale , per chi non ha posto statale, abbiate tutta la pazienza del mondo ,quando uscite pensate al prossimo .
Aiutiamoci. Salviamoci".

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