29 novembre 2018

Sindrome Brugada. Ricerca italiana svela origini aritmie e morte improvvisa

Una ricerca finanziata e condotta in Italia dà nuove speranze agli ammalati, spesso giovani, colpiti dalla cosi detta Sindrome di Brugada. Grazie a uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma si è scoperto che nel 75% dei casi, ad innescare le aritmie cardiache tipiche della rara malattia che colpisce il cuore, c’è un’anomalia del muscolo cardiaco stesso e uno stato infiammatorio anomalo.

La ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista cardiologica mondiale, il Journal of the American College of Cardiology, e coordinata dal professor Antonio Oliva, dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica, UOC Medicina Legale, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Lo studio è stato supportato da un finanziamento della Fondazione Telethon assegnato a Maurizio Pieroni del Dipartimento Cardiovascolare e Neurologico dell'Ospedale San Donato di Arezzo e al professor Oliva, in collaborazione con Ramon Brugada, dell’Università di Girona in Spagna, che ha scoperto la sindrome. La scoperta permetterà di predire quali dei pazienti con la sindrome sono a rischio di aritmie e di morte cardiaca improvvisa, soprattutto in soggetti giovani altrimenti considerati completamente sani.


Redazione


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