28 novembre 2018

Occhio bionico: ricercatori australiani sperimentano nuove tecnologie

Occhi bionici capaci di restituire un "senso di vista" a persone affette da retinite pigmentosa. Questa idea fantascientifica è divenuta realtà secondo la società australiana Bionic Vision Technologies, che ha condotto uno studio innovativo su quattro pazienti. I risultati della ricerca, che è stata eseguita presso il Royal Victorian Eye and Ear Hospital di Melbourne, sono stati presentati nel corso di un convegno del Royal Australian and New Zealand College of Ophthalmologists.

A differenza degli studi precedenti sulla nascente tecnologia dell'occhio bionico, questa volta i ricercatori non hanno testato i loro strumenti all'interno di un laboratorio: ai quattro pazienti è stato infatti possibile utilizzare il sistema nei loro ambienti quotidiani. Ciascuno di loro aveva un impianto posizionato sul cuoio capelluto con un elettrodo che si estendeva nell'area dietro la retina. Una microtelecamera posizionata all'interno di speciali occhiali inviava segnali all'impianto, che a sua volta stimolava le cellule restanti a produrre ciò che il paziente poteva percepire come luce. Un'esperienza non paragonabile a una vista sana, ma comunque in grado di fornire un notevole vantaggio a persone non vedenti.

"Ognuno dei pazienti sta lavorando con il team clinico e di ricerca per imparare a usare il dispositivo e integrarlo nella vita di tutti i giorni", afferma in una nota il prof. Penny Allen, del Centre for Eye Research Australia e capo dell'unità vitreoretinica del Royal Victorian Eye and Ear Hospital. "Riteniamo che l'occhio bionico sottoposto a test abbia vantaggi rispetto ai concorrenti internazionali, tra cui un approccio chirurgico superiore, stabilità del dispositivo e un esclusivo software di elaborazione della visione che mira a migliorare l'esperienza del paziente".

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