26 novembre 2018

Ogni anno nascono in Italia 25mila bambini con danni da alcol

Ogni anno nascono in Italia venticinquemila bambini affetti dalla “sindrome Feto-alcolica”. Una grave malattia, detta anche Fas (Fetal alcohol syndrome), considerata dai neonatologi tra le più gravi patologie del feto. La sindrome è indotta dal consumo di alcol in gravidanza. Si stima che, nel mondo, siano 70 milioni le persone che soffrono delle conseguenze dell’esposizione all’alcol mentre erano nel grembo materno.

Secondo “The Lancet Global Health”, si registrano annualmente 119mila nuovi casi nell’intero globo con maggiore concentrazione in Europa e in Sudafrica. In Italia, 1 madre su 67 che beve alcolici mentre è incinta mette al mondo un figlio con Fas. In media, il 10% delle donne in attesa assumono alcol, nel nostro Paese (dove si inizia a bere a 11 anni) si tocca la soglia del 50%. Nel Lazio nascono affetti 47 bimbi su 1000.

“Il feto non metabolizza l’alcol - spiega la Dott.ssa Maria Pia Graziani, pediatra di libera scelta e responsabile del Comitato scientifico Cipe del Lazio - dunque l’esposizione prenatale a questa sostanza può provocare patologie congenite molto gravi, ma anche disfunzioni che si possono manifestare nell’arco di tutta la vita. Gli allarmanti dati epidemiologici obbligano ad un’azione tempestiva e capillare di informazione delle famiglie, nonché di formazione rivolta a tutti i medici (tra cui pediatri, ginecologi, medici generici, neuropsichiatri) che hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella diagnosi precoce, oltre che per la cura".

"È fondamentale - prosegue - far comprendere la rilevanza sociale delle patologie alcol-correlate, peraltro facilmente prevedibili e prevenibili. La Fas si può manifestare con disfunzioni di tipo morfologico, ad esempio sul volto, in forme più o meno evidenti, ma anche con deficit di attenzione e di apprendimento, iperattività, problemi comportamentali fino a malattie mentali con gravi conseguenze a lungo termine. Alla base della diffusione cosi alta della malattia, c’è la sostanziale sottovalutazione dei rischi del consumo di alcol in gravidanza nei cittadini".

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