23 novembre 2018

Oncologia. Qualità della vita pazienti ancora trascurata da studi clinici

La qualità di vita delle persone colpite da tumore è ancora trascurata. I clinici affrontano raramente questo aspetto e pochi pazienti ne parlano con il medico. Non solo. Nel 47% degli studi la qualità di vita è esclusa dai criteri per valutare l'efficacia di un trattamento. Il risultato emerge da una revisione sistematica pubblicata su Annals of Oncology (che ha considerato 446 sperimentazioni su 11 riviste scientifiche internazionali tra il 2012 e il 2016).

Spossatezza, nervosismo, difficoltà ad addormentarsi, lieve dissenteria, mancanza di appetito, gonfiore e secchezza vaginale sono piccoli fastidi molto frequenti fra i pazienti oncologici, in grado di peggiorare la qualità di vita. "Nel 2018, sono quasi 3 milioni e quattrocentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, pari al 6% dell'intera popolazione - spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar.

E' un vero e proprio 'esercito' di persone che presenta nuove esigenze a cui il sistema deve saper rispondere. Disturbi che, all'apparenza, possono sembrare banali non sono tali per chi li vive in prima persona. La loro sottovalutazione può compromettere l'adesione ai trattamenti e l'efficacia delle cure, come evidenziato da uno studio presentato recentemente al Congresso europeo di Oncologia Medica, che ha preso in considerazione 1.799 donne in premenopausa affette da carcinoma della mammella ai primi stadi e sottoposte a terapia ormonale.

I ricercatori hanno indagato l'aderenza alla terapia analizzando i livelli del farmaco nel sangue delle pazienti. E' emerso che una donna su sei non segue la terapia ormonale come indicato, aumentando così il rischio di sviluppare metastasi e recidive.


Redazione


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