03 luglio 2020

Medicina di Genere: la Fnomceo incontra al Ministero della Salute la Sottosegretaria Sandra Zampa

Un incontro per fare il punto sul lavoro che il Ministero della Salute sta svolgendo sul tema della Medicina di Genere, sia sul versante dei progetti di Formazione e ricerca, sia nell’ambito dell’Osservatorio in linea con il Piano Nazionale, a un anno dalla firma del Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di genere. È quello che si è svolto ieri pomeriggio al Dicastero di Lungotevere Ripa 1 tra la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, l’Onorevole Fabiola Bologna, Componente della XII Commissione, Affari Sociali, della Camera dei Deputati, e una delegazione della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Per Fnomceo erano presenti: il Presidente, Filippo Anelli, la Coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulla Medicina di Genere, Teresita Mazzei, e Franco Lavalle, Componente della stessa Commissione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il “genere” come il risultato di criteri costruiti su parametri sociali circa il comportamento, le azioni e i ruoli attribuiti ad un sesso e come elemento portante per la promozione della salute. Pertanto, in base a tali indicazioni, definisce "medicina di genere" lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona.

Comprendere come il genere influisca sulla diagnosi, sulla risposta alle terapie e sulla sensibilità agli effetti collaterali, ma anche sull’incidenza delle patologie e sull’accesso alle cure è una questione di appropriatezza e di equità, che permette di realizzare appieno gli obiettivi di efficienza efficacia e universalità del nostro Servizio Sanitario nazionale – afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. Il medico va informato e formato sulla Medicina di genere, non solo attraverso il percorso accademico ma anche nel post lauream, in particolare attraverso l’Educazione continua in medicina. È per questo che, anche quest’anno, abbiamo accreditato un corso Fad dedicato a “La salute di genere”, che sarà fruibile sino al 31 dicembre prossimo. Ma anche l’informazione è fondamentale: presto apriremo sul nostro sito una sezione dedicate”.

Ha ormai un anno il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere. Era infatti il 13 giugno 2019 quando l’allora Ministro della Salute Giulia Grillo siglava il decreto con cui veniva adottato il Piano previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018. Con l’approvazione di tale Piano per la prima volta in Italia è stato inserito il concetto di “genere” nella medicina, al fine di garantire in modo omogeneo sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Il Piano è nato dall’impegno congiunto del Ministero della Salute e del Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di un Tavolo tecnico-scientifico di esperti regionali in Medicina di Genere e dei referenti per la Medicina di Genere della rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nonché di AIFA e AGENAS.

Oltre alla descrizione dello stato dell’arte della Medicina di Genere a livello nazionale e internazionale, il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle quattro aree d’intervento previste dalla legge:

Percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione
Ricerca e innovazione
Formazione
Comunicazione.
Istituisce inoltre, presso l’Istituto Superiore di Sanità, un Osservatorio, al fine di fornire al ministro della Salute i dati da presentare annualmente alle Camere.

(Ufficio stampa Fnomceo)

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