29 giugno 2020

Roma. Per la prima volta al mondo usato endoscopio monouso per eliminare infezione da bambina immunodepressa 

Impiegato con successo per la prima volta al mondo al Policlinico universitario A. Gemelli Irccs di Roma su una bimba di 7 anni immunodepressa, è quanto si apprende in una nota dell’ospedale: l'intervento, che elimina il rischio di infezioni, è stato eseguito - dall’équipe della unità di Endoscopia digestiva chirurgica diretta Guido Costamagna, docente di Chirurgia generale all'Università Cattolica, campus di Roma - su una paziente seguita al San Gerardo di Monza con una grave malattia rara. La bambina ora è salva grazie alla tecnologia utilizzata per la prima volta.

Lo strumento utilizzato

Gli endoscopi 'usa e getta' sono strumenti di ultima generazione, di recente introduzione in clinica e utilizzati finora solo su pazienti adulti. Il loro vantaggio è che non dovendo essere 'sanificati' e 'riprocessati' non espongono al pericolo di infezioni in una procedura endoscopica. In questo caso è stato utilizzato un inedito modello chiamato ‘Exalt’. La bimba operata era affetta da un restringimento delle vie biliari che è stato dilatato con questo strumento high-tech. La piccola paziente ricoverata al Gemelli e proveniente dall’ospedale San Gerardo di Monza, ha una rarissima forma di immunodeficienza congenita. Mentre era in attesa di un trapianto di cellule staminali emopoietiche (trapianto di midollo), la paziente aveva sviluppato una colangite sclerosante primitiva (una malattia delle vie biliari che fanno confluire la bile dal fegato alla colecisti e quindi al duodeno) e un restringimento dello sfintere biliare, da trattare mediante sfinterotomia biliare mediante procedura Cpre (Colangio pancreatografia retrograda endoscopica), cioè un’incisione del punto di sbocco delle vie biliari nel duodeno, che si effettua in endoscopia.

"Finora il duodenoscopio monouso Exalt – spiegano dall’ospedale – è stato utilizzato solo su pazienti adulti. Al Gemelli lo abbiamo a disposizione dallo scorso mese di marzo e lo abbiamo utilizzato per trattare due pazienti Covid-19 positivi, nel pieno dell'emergenza pandemica. Per la prima volta al mondo, abbiamo utilizzato questo endoscopio monouso su una bambina di 7 anni, di appena 24 chili di peso. Il duodenoscopio monouso – aggiunge  Costamagna - rappresenta uno strumento, ancora costoso, ma sicuramente molto utile in casi selezionati, quali i pazienti immunodepressi. In base alla nostra esperienza, il duodenoscopio Exalt può essere impiegato in sicurezza anche in piccoli pazienti pediatrici".

 

Fonte: Adnkronos

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