20 novembre 2018

Aborto e ospedali inadempienti. 50mila firme da ginecologhe non obiettrici

Una petizione internazionale per assicurare alle donne italiane il diritto ad un aborto legale e sicuro. Diritti conquistati con anni e anni di lotte negli anni '70 e oggi, a dire delle firmatarie, messi gravemente in discussione. Ha superato le 50mila firme la petizione lanciata su Change.org da quattro ginecologhe non obiettrici che chiedono al Ministro della Salute Giulia Grillo di applicare la 194, sanzionare gli Enti ospedalieri che contrariamente agli obblighi di legge, non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza, e istituire una preziosa "helpline" per le donne che necessitano di informazioni e supporto.

Alle sedicimila sottoscrizioni raggiunte in brevissimo tempo, si sono unite il Segretario CGIL Susanna Camusso, l'on. Laura Boldrini, gli ex ministri Valeria Fedeli e Josefa Idem e tre leader del movimento delle donne per ''aborto legale e sicuro'', Ailbhe Smith protagonista del referendum in Irlanda, Gisella Carino, attivista e influencer argentina, e Justyna Frydrych, attivista polacca, una delle organizzatrici delle manifestazione a Varsavia contro il divieto di abortire.

Le autrici dell'appello sono: Silvana Agatone, ginecologa Presidente LAIGA Libera Associazione Italiana Ginecologi per l'applicazione della Legge 194/78 e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista "Rebel Network", Elisabetta Canitano, ginecologa non obiettrice Vita di Donna, Concetta Grande, ginecologa non obiettrice socia Laiga, Giovanna Scassellati, ginecologa non obiettrice Responsabile UOSD Salute riproduttiva Ospedale San Camillo. Le quattro professioniste descrivono in maniera puntuale e drammatica la situazione in Italia in tema di 194, una legge che garantisce autonomia riproduttiva libera e consapevole.


Redazione


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