19 novembre 2018

Uomini italiani poco attenti ad alimentazione e forma fisica

Laureato, residente nel Nord-Ovest, in comuni di medie dimensioni, di età compresa tra i 55 e i 70 anni: è questo il profilo dell'italiano molto attento alla propria alimentazione (il 26 per cento degli uomini intervistati). Si caratterizza per un certo rigore nel consumo di frutta e verdura (tutti i giorni), alterna il consumo di pesce e carne, limita al minimo il consumo di snack e cibo da fast food. Ma gli uomini italiani sono per la maggior parte poco attenti all'alimentazione e all'attività fisica. Sono queste le conclusioni di una ricerca condotta dall'Ipsos per conto della Fondazione Pro - Benessere al maschile, unica in Italia dedicata esclusivamente alla salute dell'uomo.

I dati sono stati presentati questa mattina nel corso dell'evento "AndroDay. Percorsi di salute al maschile", promosso dalla Fondazione Pro in occasione della Giornata Internazionale dell'Uomo. La regina della tavola italiana si conferma la pasta, che viene consumata quotidianamente dal 68 per cento degli intervistati. L'80 per cento dei giovani tra i 16 e i 24 anni e l'85 per cento dei pensionati mangiano pasta tutti i giorni, il 75 per cento di tali consumatori abituali risiede al Centro e nel 70 per cento dei casi è diplomato. Su fronte dell'attività fisica, un italiano su due (il 51 per cento degli intervistati) non pratica attività sportiva e tra chi lo fa il 26 per cento si dedicata allo sport meno di tre volte a settimana.

La percentuale massima di chi non fa sport si raggiunge fra chi ha licenza media o titolo inferiore (61 per cento rispetto alla media del 51 per cento), quella di chi fa sport più di tre volte a settimana è fra chi ha la laurea (29 per cento rispetto alla media del 23 per cento), a dimostrazione che non e' lo sport a distrarre dallo studio, anzi. Palestra (36 per cento), corsa (27 per cento) e calcio (25 per cento) sono di gran lunga le attività sportive più praticate, davanti a nuoto (14 per cento), ciclismo (11 per cento), tennis (8 per cento) e altri sport.

La ricerca, infine, ha rilevato l'esistenza di una tipologia di lavoratori che ha comportamenti e abitudini poco consigliabili e che corrisponde ai cosiddetti "sedentari volontari", ovvero coloro restano seduti anche se fanno pause durante il lavoro. Rappresentano il 22 per cento dei lavoratori intervistati e hanno un profilo che assomma diversi aspetti critici: oltre a "non muoversi" dalla propria postazione, sono uomini poco attenti all'alimentazione e all'assunzione di acqua nel corso della giornata e sono poco soddisfatti della vita sentimentale. Più spesso si tratta di lavoratori autonomi.


Redazione


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