19 novembre 2018

La Dieta mediterranea allunga la vita. Dal 2010 è patrimonio Unesco

Un recente studio internazionale ci dice che può incidere in maniera determinante anche sulla longevità, con un impatto che può essere paragonabile a quello che si osserva tra fumatori e non fumatori. Stiamo parlando della Dieta Mediterranea. Un'alta aderenza a questa dieta, rispetto a chi adotta altri modelli alimentari, può tradursi in circa 4,5 anni di aspettativa di vita in più, oltre a vantare un moderato impatto ambientale.

Sono passati 8 anni (era infatti il 16 novembre 2010) da quando l'Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) ha riconosciuto la Dieta Mediterranea quale "Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità". Essa oggi rappresenta uno dei modelli alimentari più sostenibili, in grado di aiutare la nostra salute oltre a quella dell'ambiente. Un binomio, quello tra salute e sostenibilità, che può sintetizzarsi nella doppia piramide alimentare e ambientale. Un modello grafico che, alla classica piramide alimentare affianca una nuova piramide (capovolta) ambientale, nella quale gli alimenti vengono classificati in base alla loro impronta ecologica, ossia l'impatto che la loro produzione può avere sull'ambiente.

La Doppia Piramide sarà uno dei temi di cui si parlerà al 9 Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, che si terrà a Milano il 27 e 28 novembre al Pirelli HangarBicocca. Le scelte alimentari e il modo in cui produciamo il cibo impattano sull'ambiente molto più del riscaldamento e della produzione industriale.

Da qui al 2030, secondo l'agenda ONU, ci restano solo 12 anni per cambiare il modo in cui viviamo, centrando i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che sono stati fissati dalle Nazioni Unite. In questo senso, la Dieta Mediterranea è un chiaro esempio di come questi due fattori possano coesistere appieno. Di questo e di come il cibo abbia un ruolo centrale nelle vite degli uomini si parlerà parleremo al prossimo Forum Internazionale della Fondazione Barilla che torna a Milano, dopo le tappe di Bruxelles e New York.


Redazione


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