17 novembre 2018

Sciopero dei medici. I sindacati: Dal Governo nessuna promessa mantenuta

"Fino al 23 novembre, giorno dello sciopero nazionale, continueremo la nostra battaglia". Lo dichiarano i sindacati della dirigenza medica e sanitaria, che confermano l'annunciato sciopero in seguito a un'assemblea pubblica tenuta a Roma e un incontro con alcuni rappresentanti del Ministero della Funzione pubblica. Un incontro infruttuoso - secondo quanto espresso da un comunicato intersindacale - che mostra come l'esecutivo in carica non voglia porre rimedio allo smantellamento del Sistema sanitario.

"Di Maio ci aveva assicurato che avrebbe aumentato lo stanziamento per il Fondo sanitario nazionale, il numero delle borse per gli specializzandi e che ci sarebbero state le risorse per il rinnovo del contratto - dichiara il Segretario nazionale della Fp Cgil Medici Andrea Filippi - ma nel 2019 alla sanità arriverà 1 miliardo in più, niente di più di quanto già previsto dalla legge di bilancio del governo Gentiloni".

"L’anno scorso - prosegue Filippi - avevamo revocato lo sciopero per senso di responsabilità, ma dopo aver visto il contenuto della manovra, quest’anno non ci fermeremo. Il Sistema sanitario così continuerà ad affogare. Per garantire la giusta tutela della salute servono maggiori risorse".

Al centro delle rivendicazioni dei camici bianchi c'è la richiesta di un piano straordinario di assunzioni, lo stanziamento di fondi per le specializzazioni e il rinnovo del contratto di lavoro fermo ormai da dieci anni. Lo sciopero del 23 novembre rappresenterà il culmine di una protesta che già da un mese agita il mondo medico-sanitario e che mette in primo piano il legame imprescindibile tra il rispetto dei diritti degli operatori e la qualità del servizio offerto ai cittadini.

Luigi Esposito

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