14 novembre 2018

Anziani e depressione. L'importanza dei fattori sociali

La solitudine, i problemi della salute tipici dell'età avanzata, la ridotta capacità economica, la morte degli amici, l'inattività, sono alcuni dei fattori che possono portare gli anziani alla depressione ed essere l'anticamera per lo sviluppo delle demenze senili. Saranno questi, tra glia altri, i temi al centro del 63esimo Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria dal 28 novembre al 1 dicembre a Roma.

Secondo i dati della Società nazionale medica interdisciplinare cure primarie, la depressione nell'anziano "deve essere considerata una situazione cronica ed è riscontrabile nel 10% della popolazione anziana e raggiunge il 40% se si considerano le forme lievi. A volte la depressione è più evidente tra i maschi over 85 che vivono soli e può provocare un evento drammatico come il suicidio".

La prima riflessione importante da fare, suggeriscono i medici, è sul rapporto tra la depressione e l'età che avanza. Fattori di tipo medico-sociali e ambientali giocano un ruolo importante. Un rapporto bidirezionale in cui chi soffre del cosi detto male oscuro si isola da tutto e da forme lievi si passa a quelle croniche. Dovremmo garantire invece un contesto che sia il più protettivo e rassicurante. Ma la frammentazione del nucleo familiare, l'egoismo sociale, la solitudine sempre più diffusa, sono elementi che fanno aumentare il rischio di depressione nell'anziano.

Ci sono anche casi in cui questo isolamento porta alla patofobia, la paura di contrarre malattie. Inoltre chi soffre di depressione in età avanzata ha un rischio più elevato di sviluppare patologie degenerative quali la malattia di Parkinson, l'ictus e le demenze. E’ anche vero che quando avviene un calo della funzionalità del cervello il disturbo dell'umore si manifesta prima dei disturbi della memoria, tipici della demenza, in particolare l’Alzheimer. Il più segnato dal declino indotto dall'età è il lobo frontale che è collegato all'iniziativa, la spinta a fare progetti, ed ecco dunque la depressione.

Di fronte ad una persona anziana e depressa c'è spesso un atteggiamento molto comune quello di considerare naturale, in tarda età, una evoluzione depressiva del carattere e del comportamento. Insomma, è diffusa l'idea che l'anziano un po depresso lo è perché la depressione è parte dell'invecchiamento. Anche se non è vero.

Ma come può agire la famiglia di fronte ai primi segnali di depressione dell'anziano o di comportamenti diversi dal solito? La cosa più importante è il coinvolgimento dell'anziano nella vita familiare e affettiva, spiegano gli esperti. Bisogna renderlo parte attiva del contesto familiare o di dove vive.


Redazione


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