24 aprile 2020

“Ciao, sono Luca, ho 7 anni e ho la leucemia: ho bisogno di un trapianto”, il coronavirus non blocca le altre malattie, ecco la storia di un piccolo guerriero

Luca è un bambino comune come tanti altri, con molti suoi coetanei ha tante cose in comune, ma c’è qualcosa che non può condividere con nessuno: Luca ha anche la Leucemia linfoblastica acuta (LLA). Una malattia che colpisce le cellule del sangue e la tipologia di tumore infantile più diffusa. Sebbene sia piuttosto raro, questo tipo di leucemia è curabile, ma oltre a lunghissime sedute di chemioterapia, in alcuni casi (come quello di Luca) è necessario anche il trapianto di midollo osseo. Infatti, dallo scorso mese di ottobre il piccolo, residente in provincia di Varese con la sua famiglia, è in attesa di un trapianto che gli potrebbe salvare la vita.

La terapia di Luca

Per sconfiggere questa malattia c’è un percorso lungo e intenso a cui bisogna sottoporsi: chemioterapie intense, per poi passare a 18 mesi di terapia di mantenimento. La chemioterapia mette a dura prova il sistema immunitario del paziente, e per questo motivo Luca ha dovuto rinunciare ad andare a scuola, a vedere i suoi compagni, e insieme alla sua famiglia deve evitare in ogni modo di ammalarsi. Per guaire completamente Luca ha bisogno di affrontare anche un trapianto di midollo osseo, ma trovare un donatore compatibile è molto difficile.

Sostieni Luca con la donazione delle cellule staminali

All’inizio la parola trapianto, come ben possiamo immaginare, lo spaventava molto: immaginava in continuazione chirurghi e sale operatori, invece Luca ha scoperto che è come una semplice trasfusione.
Praticamente alcune persone nel mondo, iscritte al registro donatori di midollo osseo, hanno deciso di regalare un po’ delle loro cellule staminali a chi ne ha bisogno. Non tutti possono donarle a Luca però: solo il suo gemellino genetico e solo 1 persona ogni 100.000 è compatibile con chi è in attesa di trapianto. Un aiuto concreto per Luca dunque, potrebbe essere quello di ricevere cellule compatibili: per aiutarlo segui la sua pagina Facebook @Tutti per uno, uno per Luca.

Il trapianto al tempo del coronavirus

Nonostante la pandemia in corso sono stati programmati 164 trapianti (45 da donatori italiani e 119 da donatore estero), tutti verranno regolarmente eseguiti grazie al lavoro straordinario del Centro Nazionale Trapianti, di IBMDR e dei volontari della Protezione Civile, che come sempre si incaricano di portare a ogni persona in attesa di trapianto il proprio dono.

· Sono già stati realizzati in Italia 70 trapianti (nonostante le difficoltà sanitarie, di personale e dei trasporti), dei quali 58 da donatore estero e 12 da donatore italiano.

· I trapianti non si fermano e saranno garantiti con ogni mezzo (compresi eventuali voli di stato). Anche le tipizzazioni che rientrano tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), nei limiti delle possibilità dell’ospedale, pur potendo subire dei rallentamenti, non si fermeranno e garantiranno un accesso sicuro alle strutture.

 

Fonte: pagina Facebook Tutto per Uno, Uno per Luca

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