09 novembre 2018

Asl Caserta e inchiesta 'Le Iene'. Anaao: Incarichi per merito. Via Articolo 18

Di Pino de Martino

Incarichi dirigenziali assegnati per anni e anni a medici senza concorso e con l’abuso del cosiddetto articolo 18 (attribuzione di incarico dirigenziale pro tempore), degrado, strutture sanitarie fatiscenti e inidonee, sia per carenza e obsolescenza strumentale, sia per condizioni igieniche. C’è questo e tanto altro nell’inchiesta giornalistica condotta da “Le Iene” e andata in onda martedì scorso su Italia 1.

La denuncia ha scatenato più di una polemica interna. Soprattutto tra i medici dirigenti dell’Asl casertana, molti dei quali estranei ai fatti denunciati. Un clamore che, secondo i medici aderenti al sindacato aziendale Anaao-Assomed, “non fa altro che alimentare un clima di sfiducia e di rivalsa nei confronti della nostra classe dirigenziale, nonostante l'abnegazione al lavoro e l'etica della maggior parte dei medici dipendenti, che nulla hanno a che fare con tale situazione”.

In difesa dei tanti medici che lavorano con impegno, professionalità e competenza, il sindacato è intervenuto con una nota firmata da Daniele D'Ambrosio, Segretario Aziendale Anaao/Assomed: “Rivendichiamo i seguenti punti: assegnazione degli incarichi di direzione di UOS e UOSD, eliminazione degli ex. art. 18 con l'emanazione di procedure concorsuali per il ruolo di direzione di UOC, copertura di tutti i P.P.O.O da parte di direttori sanitari vincitori per merito tramite procedure concorsuali e non collocati ad interim o a scavalco, accelerazione delle procedure concorsuali per l'assunzione a tempo indeterminato di personale dirigenziale nonché la stabilizzazione di precari secondo il comma 2, il tutto nel rispetto del piano triennale del fabbisogno del personale, che prevede l'assunzione di circa 300 unità a fronte di un depauperamento di risorse umane che si è verificato nel corso dell'ultimo decennio a causa di uno scellerato blocco del turn-over e di scelte politico-sanitarie improntate unicamente a criteri economici e di risparmio”.

“L'attuale inerzia istituzionale denunciata – si dice ancora nella nota - è in realtà figlia di una politica che ha considerato da tempo il sistema sanitario nazionale come un peso e non una risorsa e che, localmente, dopo l'unificazione delle due Asl CE1 e CE2 , con i successivi tagli, commissariamenti ed avvicendamenti vari di direttori generali e sanitari, ha creato soltanto instabilità e l'assenza di una chiara progettazione strategica”.

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