24 marzo 2020

Primi successi nella lotta al Covid-19: al Monaldi di Napoli estubati altri 4 pazienti trattati col Tocilizumab

Questa è una comunicazione proveniente dal Dr. Vincenzo Montesarchio, infettivologo dell'ospedale Cotugno di Napoli, che ha dato il via alla cura sperimentale, di cui stiamo parlando tanto in questo periodo, insieme al collega Paolo Ascierto del Pascale.

E’ reso dunque noto che i quattro soggetti trattati hanno avuto netti miglioramenti in sette giorni di trattamento. Uno degli aspetti più confortanti è che uno dei quattro pazienti sia molto giovane, difatti ha solo 27 anni ed era in terapia intensiva per la polmonite grave. Il trattamento con il Tocilizumab è iniziato il 18 marzo e da ieri è solo in ventilazione assistita, in attesa di essere trasferito presto in normale degenza covid19. Gli altri tre estubati sono stati trattati il 19 marzo, e sono i primi tre inseriti nella sperimentazione Aifa in merito al farmaco su 330 pazienti in Italia. Sembra un numero basso ma la fiducia riposta nella sicurezza e nell’efficacia del trattamento ha fatto sì che tanti ospedali settentrionali si stiano aggiungendo per la sperimentazione, specificatamente le regioni Lombardia e Veneto maggiormente afflitte dalla pandemìa. I tre pazienti, per lo più coetanei dai 50 e i 60 anni, sono in ventilazione assistita e in attesa di andare in regolare degenza.

C’è da dire che davvero la mobilitazione per supportare le attività di ricerca siano globali, dagli studenti di una scuola di Torre del Greco, provincia di Napoli, il liceo classico Gaetano De Bottis che autotassandosi hanno offerto il loro personale contributo per la creazione di un laboratorio di genetica guidato proprio dal IRCCS Fondazione Pascale, alla studentessa in Medicina, Federica De Masi, di cui abbiamo raccontato l’intera storia, che ha creato una raccolta fondi per l’Ospedale Cotugno di Napoli, senza precedenti, e tanti ancora i donatori, piccoli risparmiatori ma anche personaggi famosi e multinazionali che hanno contribuito a impinguire i conti destinati alla ricerca, al rifornimento di materiale DPI e strumenti salvavita. I risultati confortanti della sperimentazione e la solidarietà dilagante ci lasciano ben sperare che quanto meno adesso i nostri medici abbiano degli strumenti adeguati per proteggere la salute di tutti.

 

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

 

 

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