08 marzo 2020

Plastica, inquinamento record nel Mediterraneo: la sfida Greta e Wwf

I dati relativi all’inquinamento da plastica nel mar Mediterraneo continuano a essere allarmanti, così come lo sono le emissioni nocive di agenti inquinanti nell’ambiente: combustibili, petrolio e raffinerie. che causano massiccie emissioni di CO2 nell'atomosfera. Una situazione critica proprio come ha evidenziato anche il focus del Wwf riguardante l'ecosistema marino.

Infatti, secondo il più recente dei dossier del Wwf incentrato sul mar Mediterraneo parla chiaro: più di 33mila bottigliette di plastica finiscono in mare ogni minuto. Si tratta senza ombra di dubbio di una quantità a dir poco catastrofica che incide in maniera disastrosa sulla vita delle specie marine: la plastica sta compromettendo la sopravvivenza di numeorsi organisimi marini.

Nel Mar Mediterraneo sono 570mila le tonnellate di plastica che finiscono ogni anno in acqua e appunto si tratta dell'equivalente di 33mila bottigliette al minuto. E ora, per salvare i nostri mari e tutelare le centinaia di specie marine che rischiano di sparire per sempre a causa dell'inquinamento da microplastica e macroplastica, urge un “Accordo Globale tra i Paesi delle Nazioni Unite”, spiega il dossier, e da qui sicuramente parte la sfida di Greta Thunberg, ovvero il suo processo di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali a livello globale.

L’attivista diventata famosa e conosciuta ormai ovunque, in visita diverse volte in Italia, ha infatti avviato una campagna di informazione sui rischi legalti all'inquinamento con la speranza di riuscire a convincere – con il sostegno della popolazione – i governi di adottare misure straordinarie per bloccare l’emissione di sostanze nocive nell’ambiente e chiaramente nei mari.

Tuttavia, il primo vero “schiaffo” all’inquinamento è arrivato “grazie” al nuovo coronavirus e non per precauzioni adottate dai leader governativi mondiali: l'epidemia infatti paralizza l'attività economica in Cina e sta riducendo le emissioni di CO2 del paese di almeno un quarto, ha specificato una nota dell’Ansa. Tuttavia, stando allo studio appena pubblicato, la possibilità che queste diminuzioni siano solo temporanee è alto. Le vacanze per il nuovo anno lunare, che cadeva lo scorso 25 gennaio, sono di fatto state prolungate fino al 10 febbraio. Inoltre, in seguito alle misure drastiche adottate per il contenimento del virus, con obblighi di isolamento e limiti alla circolazione, molte fabbriche restano chiuse o funzionano a ritmo rallentato.

Come conseguenza il consumo energetico e le emissioni di gas serra si sono ridotte di 10 milioni di tonnellate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo uno studio diffuso dal sito specializzato Carbon Brief: "Il consumo di carbone e petrolio mostra una riduzione di almeno 25% di emissioni rispetto allo stesso periodo lo scorso anno", una riduzione pari al 6% sulle emissioni mondiali sullo stesso periodo. Insomma, un importante traguardo per gli ambientalisti, ma di certo Greta non avrebbe voluto che fosse a causa di un virus potenzialmente mortale.

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