03 novembre 2018

Ictus, riabilitazione negata al 66% dei pazienti. Ora si punta sui robot

Una fisioterapia 'robot-assistita' per i pazienti colpiti da Ictus cerebrale. E’ l’obiettivo a cui punta il Campus universitario Bio-Medico di Roma. Gli esperti di neuroriabilitazione e bioingegneria dell'Ucbm di Roma stanno lavorando da tempo al progetto.

"Quando il paziente viene dimesso spesso entra in una terra di nessuno, e questo spesso significa interruzione anzitempo delle terapie e compromissione delle possibilità di recupero del paziente - spiega Vincenzo Di Lazzaro, responsabile dell'Unità di Neurologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Per questo sono importanti i passi avanti compiuti dalla ricerca per portare fuori dagli ospedali e dalle cliniche, idealmente a domicilio del paziente, gli strumenti più avanzati per la riabilitazione post-ictus. "Al Campus stiamo sperimentando sistemi robotici di neuroriabilitazione compatti e trasportabili facilmente e apparecchiature per l'elettrostimolazione cerebrale che si trasportano in un beauty - aggiunge Di Lazzaro - Con la stimolazione del nervo vago, che ha un potente effetto attivante sull'encefalo, e con la stimolazione cerebrale a corrente diretta, per mezzo di elettrodi di superficie applicati sul cuoio capelluto, riusciamo ad indurre un aumento della plasticità delle cellule poste in prossimità dell'area danneggiate dall'ictus, promuovendo il recupero delle funzioni neurologiche compromesse dall'ischemia cerebrale.

"Si tratta - precisa l'esperto - di trattamenti non invasivi, che non arrecano alcun disturbo al paziente, di una durata contenuta da due a quattro settimane, con risposte più che soddisfacenti, quando sono integrate con la più recente robotica riabilitativa che ha creato, ad esempio, 'Icone', che ci accingiamo a sperimentare sempre qui al Campus. Alcuni numeri ci dicon dell’importanza della ricerca in questo settore".

In Italia sono 200mila le persone colpite ogni anno da ictus cerebrale e una elevata percentuale di pazienti presenta una grave disabilità. Nel nostro Paese per due pazienti su tre (66%) non c'è disponibilità di letti per la neuroriabilitazione di alta specialità. Con costi sociali altissimi che, secondo l'European Brain Council (l'ente scientifico europeo che rappresenta una vasta rete di pazienti, medici e scienziati), arrivano a circa 30 mila euro l'anno a paziente, per un totale in Italia di 14 miliardi di euro. Il 29 ottobre si è celebrata la Giornata mondiale contro l'ictus cerebrale che vuole sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica.

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