21 febbraio 2020

Insulti contro una donna disabile che voleva salire sul bus con la carrozzina

Ancora una volta l’odio colpisce un disabile, ancora una volta succede a Milano. A raccontare la vicenda a diverse testate giornalistiche, tra cui “Il Giorno”, è stato l’autista del filobus della linea 90 dell’Atm di Milano. L’uomo ha assistito alla vergognosa scena e ha deciso di denunciare l’accaduto, riportando per filo e per segno cosa accade – quasi all’ordine del giorno – a bordo dei filobus di Milano.  

L’episodio in questione si è verificato martedì, quando a finire nel mirino di una serie di insulti vergognosi e di stampo razzista, è stata a una signora di 67 anni, disabile al 100 per cento. La donna stava cercando di salire a bordo del filobus, ma è stata quasi linciata: "Disabile di m…". "Cosa fai in giro?". "Dobbiamo andare a lavorare". Sono solo alcune delle frasi che si è sentita rivolgere. Insultata perché per caricare la sua carrozzina si stava perdendo tempo. Dunque, è questa la scena a cui hanno dovuto assistere i passeggeri e anche l’autista, una volta giunti alla fermata di viale Romagna - Largo Rio de Janeiro.

La vittima di questo episodio è la signora Graziella, che vive in una casa popolare a Milano. Martedì si era recata negli uffici dell'Aler per alcune pratiche burocratiche e voleva fare ritorno a casa con i mezzi. Quando i passeggeri hanno capito che l'autista era sceso per montare la pedana e far salire la donna, si sono rivoltati contro di lei per la perdita di tempo e lo spazio che avrebbe occupato a bordo. "Mi sono sentita umiliata", ha detto la donna, intervistata dalle agenzie di stampa. Solo l'autista l'avrebbe difesa: ha dato l'allarme alla sala operativa e ha chiamato gli addetti alla sicurezza per farli intervenire.

Insomma, questo episodio ha ferito Graziella e non solo, perché in realtà il brutto gesto non è passato inosservato agli occhi delle associazioni di categoria e comitati di difesa dei disabili. In particolare episodi del genere – secondo statistiche ufficiali – si verificherebbero maggiormente in Lombardia, in Campania e in Puglia.

Nell’Italia bulla", secondo l’associazione no profit Vox, che ha monitorato la "lista dell’intolleranza" tramite Twitter per 8 mesi, ci sono anche e soprattutto i diversamente abili. "Seconda per numero di tweet rilevati - si legge nel dossier di Vox - l’intolleranza verso i diversamente abili conferma l’andamento del numero di messaggi discriminatori dal generale - donne e disabilità - al più specifico - omofobia, antisemitismo. L’intolleranza è distribuita sul territorio nazionale con maggiore concentrazione in Lombardia, Campania e le zone a Sud dell’Abruzzo e a Nord della Puglia. Impressionante - segnala Vox - la co-occorrenza del termine 'vergogna', a indicare un senso di rifiuto. Quando la parola sensibile è 'storpio', le associazioni più rilevanti sono 'odio' e 'elemosina', che fanno intravedere anche una sorta di pregiudizio".


Redazione


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