20 febbraio 2020

Avellino. Due aggressioni ai medici in due pronto soccorsi irpini a distanza di poche ore.

Mentre il governo cerca di mettere un freno normativo alla violenza negli ospedali, nelle corsie continua la guerra tra pazienti e operatori. Al giorno sono circa dieci le violenze che si registrano nei pronto soccorso Italiani e ai danni degli operatori del 118, un dato allarmante che non può più essere preso sottogamba.

Il duplice caso

Una ragazza di 28 anni, residente nel capoluogo, è giunta a bordo di un'ambulanza del 118 ed è stata accettata in codice rosso a causa di un forte stato di agitazione. Entrata in reparto, in evidente alterazione psichica - lei stessa avrebbe poi dichiarato di aver assunto consistenti quantità di alcool - la giovane ha inveito contro gli infermieri tentando ripetutamente di colpirli con calci e pugni. Già prima del trasporto, a casa, aveva tentato di aggredire i sanitari: solo grazie all'intervento della guardia giurata e di altri operatori presenti in sala, la situazione è tornata alla normalità. Per i paramedici coinvolti non sono state necessarie le cure.

Diverso l'episodio che si è registrato al Sant'Ottone Frangipane di Ariano Irpino, dove un quarantenne originario di Mirabella Eclano, accompagnato dal padre, è arrivato al Pronto soccorso a seguito di un incidente stradale. L'uomo sarebbe andato in escandescenze aggredendo chiunque gli capitasse a tiro e poi è scappato.

Quando i carabinieri lo hanno rintracciato l'uomo avrebbe inveito anche contro i militari. Trasportato nuovamente al in ospedale per l'uomo è stato disposto il provvedimento di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso). È tuttora in osservazione e il suo casso passerà al vaglio dell’autorità giudiziaria che stabilirà se agire penalmente nei suoi confronti.

Violenza contro medici e operatori

La questione della violenza sui medici è stata affrontata in questi giorni dalla Commissione Affari Sociali e Sanità Camera dei Deputati. Le Commissioni hanno ritenuto di estendere le stesse pene previste nell’ipotesi di lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale al Personale esercente una professione sanitaria o socio sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa di esse nonché a incaricati di pubblico servizio nello svolgimento di attività di cura, assistenza sanitaria e di soccorso. Le pene sono reclusione da 4 a 10 anni per lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime.


Redazione


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