16 febbraio 2020

Riesce a vedere e a trascorrere la giornata con la figlia morta grazie alla VR

Grazie alla realtà virtuale, una mamma è riuscita a incontrare la figlia morta, ossia la sua immagine riprodotta fedelmente. Ha rivisto quei movimenti, espressioni e sorrisi che pensava non avrebbe mai più potuto rivedere. Ha quasi abbracciato nuovamente la sua bambina, ha avuto la sensazione di poterla stringere forte a sé ancora una volta.

Il più grande desiderio di chi perde qualcuno per sempre è di poterlo rivedere. Per questo quando è giunta la notizia di questa mamma che è riuscita a incontrare la figlia morta grazie alla realtà virtuale, si è aperto un mondo. Positivo o meno è tutto da vedere.

Nel 2016 Jang, una donna sudcoreana, subisce un terribile lutto: una malattia incurabile porta via Nayeon, la sua bimba di sette anni. Un dolore senza limiti. Impossibile anche solo da elaborare. Ma il mondo della tecnologia va avanti, veloce. E grazie alla realtà virtuale, dopo tre anni, Jang ha potuto incontrare di nuovo Nayeon, o meglio una sua riproduzione virtuale, in un mondo digitale creato appositamente per realizzare un documentario, intitolato “I met you”, “I met you” (Ti ho incontrata) prodotto dell’emittente sudcoreana Munhwa Broadcasting.

Nelle riprese dell’incontro digitalizzato, la commozione di Jang è evidente, incontenibile. Jang ha trascorso una giornata intera con sua figlia, in una realtà virtuale creata apposta per lei.

La mamma indossa un casco virtuale e dei sensori per le mani ed entra in un mondo digitale che riproduce un paesaggio di campagna, sereno, con prato e alberi. In cui all’improvviso appare la figlia, animata in 3D, un modello ricreato sulle immagini di Nayeon con i movimenti replicati catturando in digitale il moto di un bambino, come si fa al cinema e nei videogame.

Jang inizia a interagire con la figlia scomparsa. La mamma può quasi toccare di nuovo le mani della piccola, giocare con lei, sorridere, correre, parlare e perfino spegnere le candeline sulla torta di compleanno della piccola Nayeon. Jang appare completamente presa da quanto accade e tratta il modello 3D della bambina come se fosse davvero la figlia in carne e ossa. 

"Ho vissuto un momento felice, il sogno che ho sempre voluto vivere. Incontrarla di nuovo quando era ormai impossibile farlo ancora" ha dichiarato dopo l’esperienza. Il risultato effettivamente è terribilmente convincente.

Condividi su:



Articoli Correlati