13 febbraio 2020

Alberto Oliveti, Presidente ENPAM, e il caso dello stipendio da record che non sussiste

Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione Enpam, Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, è stato di recente protagonista di uno dei servizi della trasmissione Fuori dal Coro condotta da Mario Giordano.

L’accusa? Uno stipendio troppo alto. A niente sono valse le motivazioni, certificate, che sono alla base di un compenso stabilito peraltro da “un ente di diritto privato che avrebbe totale autonomia nella decisione su come e quanto pagare i propri amministratori”: Oliveti è stato messo sotto una lente d’ingrandimento.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il Presidente Oliveti per raccogliere il suo punto di vista sulla vicenda.

A cogliere di sorpresa Oliveti, non è stata solo la giornalista che poco tempo prima si era “travestita” da paziente, ma l’argomento stesso oggetto di interesse. È giusto precisare che i dati sul trattamento economico del Presidente sono infatti pubblici e noti da anni.

Sono stato intervistato all’improvviso l’antivigilia di Natale ‒ ci racconta Oliveti ‒ da quella che mezz’ora prima si era presentata in qualità di paziente presso il mio studio medico, tant’è che l’ho anche visitata. Poi, finita la giornata, stavo per tornare a casa quando la giornalista mi ha fermato. L’intervista verteva solo ed esclusivamente sull’esigenza dei compensi”.

I compensi, nonostante si tratti di un ente privato, sono stati responsabilmente concordati ‘democraticamente’ ‒ spiega Oliveti ‒. A stabilirli è stata l’Assemblea Nazionale, composta dai 106 Presidenti degli Ordini Provinciali, da Presidenti degli Albi Odontoiatrici e da 59 eletti nell’ambito delle categorie professionali rappresentate dall’Enpam: una rappresentatività democraticamente eletta, appunto”.

Inoltre, a tutti i componenti dell’Assemblea sono state fornite le informazioni necessarie sulla base delle quali hanno potuto compiere una scelta consapevole in merito.

Se poi dobbiamo proprio comparare il mio compenso a quello degli imprenditori medi che gestiscono volumi di gran lunga inferiori rispetto a quello dell’ENPAM, ciò che percepisco è addirittura dimezzato al confronto. Basta guardare ai dati pubblicati da Il Sole 24 ore il 29 dicembre scorso”.

Inoltre, ho ricordato che durante il mio mandato avevo già proceduto a effettuare due tagli, uno del 10% dei compensi e l’altro del 10% di alcune componenti del compenso”.

Compenso che è commisurato ai volumi gestiti, alle responsabilità legate ad essi e ai rischi connessi all’amministrazione finanziaria.

Ma qual è l’entità dei rischi in cui può intercorrere il Presidente di un Ente Nazionale di Previdenza?

Gestisco 24 miliardi di euro che vengono investiti in immobili per un 24-25%, con tutto le problematiche legate ai rischi del mercato immobiliare, il rimanente viene investito in prodotti finanziari (15 miliardi), tenendo conto ovviamente dell’andamento dei mercati; credo che il rischio sia paragonabile a quello che corre qualsiasi manager di azienda che di solito gestisce volumi più piccoli. Nello stesso tempo io devo ottemperare anche alle funzioni previdenziale, assistenziale e di welfare da gestire”.

E i risultati sono comunque innegabili. Lo stesso Mario Giordano ha commentato così in trasmissione: “L’enpam in passato ha avuto dei problemi oggi bisogna dar atto al presidente che i conti sono in ordine”.

Noi ENPAM siamo il primo ente in Italia in termini di patrimonio gestito, più dell’INPS che ha 100 volte il nostro giro d’affari inteso come flusso di contributi”, aggiunge il Presidente.

Resta poi un’ultima questione d’affrontare: “Io faccio il medico ‒ dice Oliveti ‒, ma non potrebbe essere altrimenti visto che è lo stesso Statuto a prevederlo. Continuo a esercitare la mia professione, ma non per guadagni. Lo faccio per portare valore aggiunto a quell’esperienza globale che serve per guidare una Fondazione che deve gestire investimenti patrimoniali, immobiliari, finanziari, fare previdenza, fare assistenza, fare welfare. È evidente che essere aggiornato delle evoluzioni professionali alla periferia dell’impero configura un valore aggiunto all’esercizio amministrativo che io faccio”.

 

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