31 gennaio 2020

Inquinamento atmosferico e attacchi di cuore: la scienza scopre il nesso

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l'inquinamento ambientale è responsabile di oltre un terzo di tutte le morti per ictus, cancro ai polmoni e malattie cardiache.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista "Environmental Health Perspectives", ha messo in luce il nesso che esiste tra le cosiddette "polveri ultrafini" (UF) e la salute del cuore,  un netto che non è mai stato dimostrato scientificamente.

Secondo Kai Chen, docente associato alla Yale School of Public Health di New Haven, nonché primo autore dello studio, la ricerca "rappresenta la conferma di qualcosa su cui da tempo esistevano sospetti: le particelle minuscole di inquinamento atmosferico possono ricoprire un ruolo significativo nell'insorgenza di patologie cardiache gravi. Ciò è particolarmente vero nelle prime ore di esposizione. Livelli elevati di UF costituiscono una seria preoccupazione per la salute pubblica".

I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo aver esaminato i dati pubblicati sui siti web di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico nella città di Augusta, in Germania, tra il 2005 e il 2015. Tali dati sono stati confrontati con quelli relativi agli attacchi di cuore  dall'esito non fatale nella medesima città durante lo stesso periodo.

Come spesso accade, la ricerca necessita di ulteriori indagini. Tuttavia, i dati raccolti rappresentano già un importante indizio a favore di una correlazione causa-effetto tra l'inquinamento e le patologie cardiache. Un riflettore in più che si accende sulla necessità di limitare l'inquinamento atmosferico nelle nostre città.

 

Fonte: Medical News Today

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