02 febbraio 2020

Farmacie ed e-commerce, un affare milionario per gli imprenditori italiani

Anche le farmacie dovranno adattarsi all’era del 2.0 per incrementare in maniera proficua gli introiti. Il web è, e sarà sempre più la vetrina delle farmacie. Perché, secondo i dati di IQVIA, il provider globale di big data, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito farmaceutico, in Italia c’è un trend di crescita delle vendite online a doppia cifra che beneficia i farmacisti che hanno investito in una piattaforma di e-commerce.

Nel 2018, il valore dell’e-commerce farmacia in Italia è stato di circa 155 milioni di euro, con un’accelerazione di oltre il 60% rispetto ai 96 milioni del 2017. Secondo le previsioni di IQVIA, il mercato italiano continuerà a crescere arrivando nel 2019 a fatturare 240 milioni di euro, mentre nel 2020 si prevedono vendite per 315 milioni di euro. Se queste stime di crescita a doppia cifra saranno confermate, nel prossimo bilancio, l’Italia diventerà il terzo mercato europeo nel 2020, in coda alla Germania e alla Francia.
 
Attualmente in Italia sono circa 800 le farmacie e parafarmacie autorizzate dal Ministero della Salute a vendere i prodotti su internet. Tuttavia, secondo i dati IQVIA, il 20% di questi detiene il 90% delle vendite.
 
Chiaramente la vendita online predilige determinati prodotti del settore farmaceutico, infatti dei 155 milioni di euro di vendite online fatturate nel 2018, 66 milioni sono relativi a prodotti OTC, (autocura più integratori) che registrano un tasso di crescita del 60%, mentre il personal care, cioè igiene e bellezza, vale 52 milioni (+38%).
 
Prodotti che spesso possono essere confrontati sul web, lasciando al cliente la possibilità di scegliere tra centinaia di offerte. Di fatto - secondo l’analisi di IQVIA -: “Su internet il cliente ha la possibilità di confrontare i prodotti, le offerte e gli sconti. Ma ci sono anche altri parametri che influenzano la decisione, per esempio, la riservatezza, l’acquisto online permette al consumatore di mantenere l’anonimato fisico. Inoltre, gioca un ruolo importante la comodità di fare shopping 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana senza dover uscire di casa”, spiega la relazione.

 

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