27 gennaio 2020

Ancora troppi decessi di neonati in Italia, ma la Sicilia potrebbe evitarne il 38%

In Italia il numero di bambini deceduti prima di nascere o entro la prima settimana di vita resta ancora alto: ogni 1000 bambini nati si registrano 4 morti in Sicilia, 3,5 in Lombardia e 2,9 in Toscana; mentre il tasso di morti materne per anno è notevolmente più basso: 40 neomamme contro 1800 neonati.

Queste morti potevano essere evitate? Se sì, come?

Arrivano i dati preliminari del progetto Spitoss (Italian Perinatal Surveillance System), un primo modello in grado di delineare un quadro preciso della mortalità perinatale nella nostra nazione: partito ufficialmente nel luglio del 2017, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), ha visto la collaborazione di 3 regioni italiane (Lombardia, Toscana e Sicilia).

Secondo le analisi effettuate dagli esperti, l’evitabilità dei decessi è risultata dello 0% in Toscana, dell’11% in Lombardia e del 38% in Sicilia, dove apparentemente le criticità risiedono nell’organizzazione dell’assistenza ostetrica e neonatale.

Per quanto riguarda l’assistenza ostetrica, a essere carente è la gestione di diabete e ipertensione in gravidanza, dello screening dei difetti di accrescimento fetale e le indicazioni all’induzione del travaglio e al taglio cesareo.

Mentre in ambito neonatale a mettere a rischio la vita dei bambini è la mancata sorveglianza in regime rooming-in, la qualità dell’assistenza rianimatoria e anche lo scarso livello di informazioni che le mamme ricevono, necessarie per poter individuare determinati segnali d’allarme nei loro piccoli per cui l’assistenza si rivela necessaria.

Fonte: ANSA


Redazione


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