23 gennaio 2020

Alluminio in cucina. Scatta l’allarme: utilizzatelo con moderazione

L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare e in casa non manca mai, viene utilizzato per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso e caffettiere.

Tuttavia, questo comodo “strumento” ha dei rischi di cui ci mette in guardia il Ministero della Salute, che in realtà addirittura ne sconsiglia l’utilizzo. L’avviso del Ministero spiega che nei soggetti sani il rischio tossicologico dell'alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione, ma questo non vale per tutti.

Infatti, i gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell'alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza. Di fatto in questi casi, secondo gli specialisti, non si dovrebbe proprio entrare in contatto con l’alluminio perché si è più vulnerabili alla contaminazione, e si corre il rischio di contrarre infezioni.

Gli accorgimenti

La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento.

Dunque, in cucina come per il resto delle altre attività, occorre fare prevenzione. Ciò nonostante per quanto riguarda l’alluminio, l’allarme lanciato dal Minestro è categorico e riguarda specificatamente solo alcune categorie della popolazione, in particolare i bambini.

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