22 gennaio 2020

Sempre più donne in medicina, corsie e sale operatorie si tingono di rosa

Sono sempre di più le donne che si avvicinano al mondo della medicina, scegliendo di indossare il camice bianco e i guanti per coronare il sogno/obiettivo della sala operatoria. Questo processo di crescita delle quote rosa nel Sistema Sanitario Nazionale è testimoniato dalla ricerca condotta dalla Responsabile Anaao Giovani Regione Campania, Maria Gabriella Coppola che ha rivelato dettagliatamente come i numeri riguardanti le donne in camice bianco siano in esponenziale crescita: su 663.793 dipendenti (medici, infermiere ed operatrici) del Sistema Sanitario Nazionale  sono il 65,5% delle unità. Mentre su 112.746 dipendenti prettamente medici le donne sono il 40,2%.  

Insomma, tenuto conto dell’esperienza sul campo della dottoressa, e numeri alla mano, è ufficiale che negli ultimi anni le donne si siano avvicinate sempre di più al mondo della medicina, arrivando ad essere la preponderanza del personale nei vari ospedali italiani.

Lo studio risulta approfondito e ramificato, basato sulla scelta delle scuole di specializzazione con lo scopo di analizzare il grado di attrazione distinto per genere, utilizzando specifici indicatori: comparazione dei livelli di gradimento, percentuali di scelta per ogni scuola, saturazione delle scelte per ogni scuola (rilevata quale somma dei valori per genere) e percentuale di vincitori decaduti.

Inoltre rileva anche le aree mediche in cui c’è una maggiore presenza , tra cui la Neuropsichiatria Infantile (91,9%), Pediatria (73,3%), Allergologia (73,1%), Nefrologia (67,4%), Geriatria (65,9%). Medicina d’Emergenza ed Urgenza (65,6%), Oncologia (64,1%), Endocrinologia (63,9%), Malattie Apparato Respiratorio (62,8%), Scienza dell’alimentazione (60,0%), Gastroenterologia (59,2%), Ematologia (58,5%), Psichiatria (57,6%), Medicina Interna (56,6%).

È giusto precisare che lo studio non ha fini di minore o maggiore focalizzazione della distinzione di genere, anzi, ma quello di evidenziare come la società cambi rendendosi conto dell’importanza che la sfera femminile riesce ad avere in termini di competenza, accoglienza ed empatia.

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