30 ottobre 2018

Manovra, i medici della Cgil: Briciole a specializzazioni. Ancora nulla sul contratto

Assunzioni, specializzazioni e contratti. Sono i tre punti della vertenza aperta dai medici con il governo. Un braccio di ferro che rischia di mandare in tilt il Servizio Sanitario Nazionale. I medici sono insoddisfatti della risposte che il governo ha fino ad ora dato: "I problemi da noi rilevati di fatto non vengono affrontati, se non in minima parte, dalla manovra", denuncia la Cgil Medici.

"Alla sanità per il 2019 arriveranno solo 1,14 miliardi e 4 miliardi e mezzo in 3 anni” commenta Andrea Filippi, segretario Fp Cgil Medici, "ma questo non è nulla di più di quanto già previsto dalla precedente legge di bilancio del governo Gentiloni e niente di comparabile a quanto serve". In particolare, denunciano dalla Cgil, "briciole per le borse di specializzazione, poiché ne sono previste solo 900 per 4 anni per una spesa di 20 milioni di euro l'anno, quando è noto che di borse di specializzazione rispetto al fabbisogno su tutto il territorio nazionale ne servirebbero almeno 2500".

Nella Manovra sono previsti 10 milioni di euro per le borse di Medicina Generale e fondi per la riqualificazione delle strutture sanitarie obsolete. Ma nulla, prosegue Filippi, "sul contratto dei medici scaduto da 10 anni e nulla sulle assunzioni necessarie per garantire il ricambio generazionale dopo anni di blocco del turnover".

A fronte di questa situazione e in vista dello sciopero di 24 ore previsto per il 9 novembre prossimo, prosegue la mobilitazione lanciata poche settimane fa dall'Intersindacale. Oltre alle assemblee sui luoghi di lavoro, conclude Filippi, "sono in corso da giorni gli stop agli straordinari e l'utilizzo delle ferie che finora molto spesso non venivano godute per far fronte alle necessità di coprire i turni: stiamo cercando di dimostrare cosa accadrebbe se decidessimo di riprenderci i nostri diritti".

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