14 gennaio 2020

Tricotillomania: cause, sintomi e trattamento

Come riconoscere la tricotillomania, i suoi sintomi e i modi per prevenirla. Ne parliamo con la dottoressa Teresa Sorrentino.

La tricotillomania fa parte del capitolo dei disturbi ossessivo compulsivi nel DSM-5 ed è caratterizzato dal comportamento compulsivo di strapparsi peli e capelli dal corpo. Questo disturbo porta spesso a calvizie, aumenta i livelli di stress del soggetto e mina le relazioni interpersonali.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Teresa Sorrentino, Psicologa e Psicoterapeuta, di spiegarci tutto ciò che bisogna sapere sull’argomento.

Cos'è la tricotillomania? E quali sono i sintomi?

La tricotillomania è un disturbo psichiatrico che spesso esordisce nell’infanzia e può perdurare fino all’età adulta, caratterizzato dall’incoercibile bisogno di giocare e strappare peli e capelli dal proprio corpo. All’inizio è spesso sottovalutato perché visto come un giocare vezzoso, soprattutto nelle bambine.

Attira l’attenzione solo quando si trasforma in un vero e proprio comportamento patologico che comporta un enorme disagio psicologico ed estetico. generalmente alimentato dall’ansia, dal bisogno di autorassicurarsi o di trattenersi. Come tutte le patologie, se non trattato in tempo può trasformarsi in un disturbo ossessivo compulsivo che richiede, nei casi più gravi, un doppio intervento psicoterapico e farmacologico.

E’ però un fatto, non un’opinione, che la tricotillomania nasca da un disagio psicologico profondo e protratto nel tempo, pertanto resta fondamentale accanto alla cura farmacologica un lavoro psicoterapico che permetta di risolvere le cause che hanno generato la tricotillomania. 

Quali possono essere le cause?

Sicuramente un vissuto in cui troppe emozioni e azioni restano inespresse o trattenute per motivi diversi, paura di una punizione, rabbia, insoddisfazione perché non ci si sente capiti, perché ci si percepisce incapaci o ci si sente in una condizione di ingiustizia. Certamente possiamo affermare che si tratta di pensieri ed emozioni negativi che possono generare ansia e stress o, addirittura, depressione, fino ad arrivare al comportamento ossessivo compulsivo. 

Abbiamo dunque a che fare con emozioni e pensieri negativi che si traducono e si spostano sul piano comportamentale, attraverso il corpo che risponde fisiologicamente al disagio emotivo non potendosi esprimere in altro modo.

A chi bisogna rivolgersi nel caso in cui se ne soffra e come può essere trattata?

Tenendo ora conto, anche grazie alle conferme delle neuroscienze, del fatto che non si possa più parlare solo di pensiero, solo di emozioni, solo di comportamenti ma bisogna tenere presente che ogni cura della persona deve considerare l’integrità dell’essere umano, vale a dire un’imprescindibile unitarietà di corpo, mente, emozioni, azioni, è sicuramente necessario agire con terapie che considerano questa integrità ormai sancita dalla scienza e che per questo motivo risultano molto efficaci. Ed è proprio condividendo quest’ottica che l’intervento Psicoterapeutico Funzionale risulta estremamente valido. 

La Psicoterapia Funzionale ripristina e apre le Esperienze di Base che sono state danneggiate nella vita della persona e ne permette il recupero e l’espressione, così da spegnere pian piano il segnale di disagio e il malessere espresso dal sintomo, dando alla persona la possibilità di esprimersi in modo nuovo e più ampio, superando le paure e risperimentando una forza nuova. Utilizzando specifiche tecniche che coinvolgono la persona dal corpo all’immaginazione, dalla respirazione al movimento, dall’espressione della forza e all’utilizzo aperto e chiaro della voce. In questo modo non sostituiamo il sintomo con un altro comportamento, non si suggerisce una strategia ma si aprono nuovi canali di espressione della persona perché vengono attivate tutte le risorse che ognuno possiede.

La persona è aiutata a sciogliere la confusione a livello cognitivo, viene sostenuta nelle sue emozioni, viene di fatto aiutata a sperimentare movimenti nuovi e comportamenti nuovi (per esempio poter dire di no o anche solo guardare negli occhi l’altro senza provare disagio) che per molti è una cosa difficilissima. In questo modo la persona acquisisce una ricchezza di modalità di espressione e di azioni che sicuramente gli garantirà guarigione e una migliore qualità di vita. 

 

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