30 dicembre 2019

Sì ai buoni propositi, ma non più a gennaio. La tradizione deve cambiare

Non si deve guardare alla vita come se fosse tutto solo bianco o solo nero ed è necessario puntare sempre più in alto: non basta accontentarsi di essere felici, ma bisogna essere “più felici”.

Il cambiamento come cardine per i buoni propositi del nuovo anno, ma non a partire dal 1° gennaio. A quanto pare, infatti, è la primavera il momento giusto per cominciare a fare tutto quello che ci si è ripromessi come iscriversi in palestra, mangiare sano, smettere di fumare.

A dirlo è Tim Bono, docente di Scienze psicologiche e cerebrali nell'arte e nelle scienze presso la Washington University di Saint Louis. L’esperto sostiene che sia la mancanza di flessibilità la causa delle “rese” più comuni: “Forse dobbiamo disabituarci dell'idea che il primo gennaio sia il momento migliore per prendere decisioni”.

A questo punto, perché non inaugurare una tradizione tutta nuova?

Gennaio è probabilmente il mese più difficile dell'anno per cambiare comportamento - rileva Bono - il tempo può essere proibitivo. E se ad esempio l'obiettivo è fare una corsa all'aperto, potrebbero esserci freddo e neve da affrontare. C'è più probabilità di rimanere dentro casa, cosa che può far perdere il sistema di supporto che aiuta a rimanere focalizzati sugli obiettivi, e poi c'è un altro ostacolo: uscire dalle festività natalizie lascia molte persone sfinite. Per non parlare del raffreddore, dell'influenza e di altri virus che girano in inverno. La primavera è sempre stata invece il momento dei nuovi inizi. Gli animali in letargo si svegliano, le piante germogliano e quindi - è l'interrogativo dell'esperto - perché non usare questo momento per un rinnovamento personale?". 

 

Fonte: ANSA

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