27 novembre 2019

Parkinson. Nuova tecnica mininvasiva testata in Abruzzo blocca i tremori

Ultrasuoni ad alta intensità per distruggere con il calore il talamo e ridurre i tremori da subito e con un effetto lungo termine. È questa la nuova tecnica mininvasiva testata dagli esperti dell’Università dell’Aquila con un trial clinico che ha coinvolto 39 pazienti affetti da Parkinson o da tremore essenziale che non avevano risposto alle terapie convenzionali.

Lo studio è stato presentato oggi al meeting della Radiological Society of North America (RSNA) a Chicago da Federico Bruno, radiologo del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche applicate.

È proprio il talamo, una minuscola struttura del sistema nervoso centrale, il responsabile dei tremori: una volta distrutto, il paziente prova sollievo immediato e la diminuzione dei tremori, che prima erano invalidanti, è notevole. Inoltre, la tecnica è risultata efficace nel 95% dei casi.

Un vero e proprio passo avanti, rispetto anche alla tecnica della stimolazione profonda il cui effetto non è immediato e che prevede invece operazioni chirurgiche invasive: l’impianto di elettrocateteri nelle aree del cervello deputate al controllo dei movimenti e l’impianto di una sorta di pacemaker che invia degli impulsi elettrici agli elettrodi per bloccare i segnali che provocano i sintomi motori debilitanti.

In più ‒ ha spiegato Bruno ‒ la terapia con ultrasuoni richiede un ridotto tempo di degenza, ed è applicabile anche a pazienti molto fragili, che non potrebbero sostenere un intervento chirurgico”.

L'applicazione clinica di questa tecnica per malattie neurologiche rappresenta una novità assoluta, l'uso clinico è stato approvato dalla FDA meno di tre anni fa. Pochi pazienti conoscono questa opzione terapeutica e ci sono ancora pochi centri specializzati che possono offrirla”, ha concluso.

 

Fonte: ANSA



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