15 novembre 2019

HIV: calano le diagnosi in Italia. Uomini tre volte più colpiti delle donne

Diagnosi da HIV in Italia in netta diminuzione rispetto agli anni precedenti, con un numero di casi al di sotto della media europea. È quanto emerge dagli ultimi dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di Aids in Italia, relativi al 2018, raccolti dal Centro Operativo Aids (COA) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Rispetto all'anno precedente, nel 2018 è stata riscontrata una riduzione del 20% delle infezioni da Hiv. Questo dato, come spiega la responsabile del COA, Barbara Suligoi, "interessa tutte le modalità di trasmissione, sia eterosessuali che malattie sessualmente trasmesse ed è probabilmente da attribuire in modo principale all’efficacia delle terapie antiretrovirali ed alle nuove Linee Guida Terapeutiche che prevedono di iniziare la terapia precocemente dopo la diagnosi".

Nell’85,6% dei casi, ad aver ricevuto una diagnosi di HIV nel 2018 sono stati soprattutto maschi. La fascia più colpita risulta essere quella dei giovani tra i 25 e i 29 anni e tra i 30 e i 39, età in cui l'incidenza nei maschi è tre volte superiore rispetto a quanto si riscontra per le femmine.

Ancora, secondo i dati, il 57% dei pazienti a cui è stato diagnosticato l'HIV lo scorso anno ha scoperto di essere sieropositivo soltanto dopo molti anni dall'infezione, con conseguenze altamente negative per il sistema immunitario. Un motivo in più per riconoscere l'importanza fondamentale di sottoporsi al test dell'HIV in caso di comportamenti a rischio. Il virus, ricordano gli esperti, può rimanere silente molto a lungo restando asintomatico, per cui è bene non sottovalutare questa minaccia.

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