14 ottobre 2019

Obesità: fattori di rischio e come combatterla

Lo scorso 11 ottobre si è svolto anche quest’anno L’Obesity Day, la Giornata Mondiale dell’Obesità promossa dall’ADI (Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica). Secondo le più recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi 40 anni è stato rilevato un brusco incremento dei casi di obesità e sovrappeso, una situazione preoccupante che riguarda soprattutto i giovani.

Per conoscere meglio l’obesità, comprenderne i rischi e capire come prevenirla o combatterla, abbiamo chiesto il parere della Dott.ssa Lucia Auletta, nutrizionista e socia dell’ADI.

 

Dott.ssa Lucia Auletta, nutrizionista

 

Qual è la differenza tra obesità e sovrappeso?

La differenza tra obesità e sovrappeso è molto sottile e non sempre facile da definire. In base ai parametri oggettivi di peso e altezza, quando l’indice di massa corporea raggiunge valori superiori al 30, si parla propriamente di obesità, mentre valori al di sotto di questo livello indicano il sovrappeso. Non possiamo però ridurre questa caratterizzazione semplicemente a tali parametri. La linea di passaggio è infatti veramente sottile e spesso non c’è un grande divario tra una fase e l’altra, a meno che non ci riferiamo a una condizione di lieve sovrappeso (pochi kg al di sopra del peso forma).

 

L'obesità è una malattia?

Sì, l’obesità è ufficialmente riconosciuta come una malattia, con tutte le conseguenze che ne derivano. Si tratta a tutti gli effetti di una patologia cronica e potenzialmente invalidante.

 

Quali sono le principali cause dell’obesità e chi risulta più a rischio?

L’obesità è una delle malattie più dilaganti nella nostra era, sia a causa degli stili di vita frenetici che ci portano a trascorrere molto tempo lontano da casa (quindi non permettendoci di prestare la dovuta attenzione alla qualità dei nostri pasti), sia a causa dell’abuso di alcol, sempre più diffuso tra i giovani. Sono infatti i giovani i più soggetti all’obesità: si ritiene addirittura che 1 bambino su 4 nel mondo occidentale sia obeso. Ciò è altamente rilevante.

Le cause sono associate alla troppa sedentarietà di bambini e adolescenti, i quali trascorrono le loro giornate in casa, magari davanti alla tv, dedicando sempre meno tempo ad attività motorie da svolgere all’aria aperta. Tra i responsabili principali ricordiamo il cibo spazzatura, ossia tutti quei prodotti commerciali (merendine e altri prodotti dall’alto contenuto di grassi o zuccheri) che ormai si trovano in abbondanza nelle nostre case per la facilità con cui è possibile reperirli. Il bambino non riesce così a smaltire adeguatamente ciò che mangia durante la giornata, trovando soddisfazione nel cibo spazzatura che produce un introito calorico in eccesso.

 

Quali sono le conseguenze per la salute?

Le conseguenze negative legate all’obesità sono ormai note: si parla in particolare di problemi aterosclerotici, problemi cardiovascolari e diabete.

Le conseguenze possono essere osservate purtroppo rilevando il preoccupante incremento di bambini diabetici, ipertesi, trombotici, che soffrono appunto di patologie in passato associate maggiormente a un’età più avanzata.

 

A chi rivolgersi in caso di obesità o sovrappeso?

Certamente a un professionista. A questo proposito, ricordiamo che un’altra piaga dell’era moderna è la “tuttologia”: ognuno si ritiene in grado di decidere su argomenti che richiedono in realtà competenze scientifiche avanzate. La figura professionale che dovrebbe occuparsi legittimamente della corretta alimentazione e della scienza della nutrizione viene sempre più spesso sostituita da Internet e da figure non competenti in materia.

Recentemente si è svolto l’Obesity Day organizzato dall’ADI (Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica), di cui sono socia, e che vede la partecipazione di nutrizionisti e di altri professionisti tra cui biologi e dietologi, che offrono la loro competenza a favore della salute dei cittadini e della prevenzione, fornendo gratuitamente visite e consulenze. Eventi come questi ci fanno comprendere che la professionalità è imprescindibile: affidarsi a una persona specializzata in materia rappresenta la linea guida migliore. Così come per un problema alle articolazioni ci si rivolge all’ortopedico, allo stesso modo, in caso di un problema di alimentazione, è necessario rivolgersi al nutrizionista.

 

Come possiamo fare prevenzione?

La prevenzione deve partire dal carrello della spesa: bisogna fare selezione sul prodotto che si acquista. La dieta deve inoltre partire dai genitori: spesso accade infatti che figli obesi abbiano genitori con lo stesso identico problema. Una madre che mangia abitualmente cibo spazzatura non potrà certo pretendere che il figlio mangi riso integrale. La salute dei nostri figli è quindi il frutto delle nostre abitudini e delle nostre scelte.

 

Luigi Esposito

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