07 ottobre 2019

Premio Oscar John Attard crea videogame per bambini con autismo

John Attard, premio Oscar per gli effetti speciali de Il Gladiatore, ha usato la sua indubbia esperienza e bravura nel lavoro per aiutare i bambini affetti da Sindrome dello Spettro Autistico a socializzare e comunicare con l’ambiente circostante attraverso un videogame.

A raccontare la sua storia all’ANSA è lo stesso Attard in occasione del convegno “Shaping the future of Pediatrics”, organizzato a Roma dall’Ospedale Bambino Gesù, in cui ha presentato il suo progetto dinanzi ai maggiori esperti del settore.

Tutto è cominciato sei anni fa, alla nascita della sua prima bambina Giuliana (che porta il nome della nonna napoletana), quando il mago degli effetti speciali ha deciso che voleva fare qualcosa di veramente utile per il prossimo e, in particolare, per i piccoli affetti da autismo.

Aiutare i piccoli con autismo è stato il mio primo interesse, ma davvero non avevo nessun canale per arrivare a loro. Da lì, l'idea di utilizzare le mie competenze per creare qualcosa che anziché segregare i bambini con una diagnosi di autismo, gli consentisse di fare giochi sociali”.

Negli Stati Uniti, come Attard racconta, i bambini affetti da questa patologia seguono un protocollo scolastico diverso dagli altri: “Ci sono le classi speciali per loro, possono prendere solo gli scuolabus dedicati, seguire i percorsi formativi previsti, insomma vengono separati dai loro compagni, tenuti a parte. Non mi piaceva”.

Da qui l’idea di mettere in piedi una società che realizzasse il videogame: “Siamo partiti dalla ricerca scientifica, abbiamo cercato il contatto con i medici, lavorato sulla terapia del movimento, studiato le possibilità con l'intelligenza artificiale. Quando abbiamo finalmente capito come agire, abbiamo creato gli effetti visivi giusti, i movimenti giusti. Oggi il videogioco disegnato da Playing Forward e il Los Angeles Children's Hospital è disponibile gratuitamente per chiunque ne abbia bisogno”.

E a breve, molto probabilmente, sarà disponibile anche in Italia.

Questo approccio innovativo al trattamento della patologia non solo permette di adattare lo strumento alle specifiche esigenze di ogni singolo paziente ‒ includendo anche chi ha problemi motori dovuti a tumori, chemioterapia, interventi, emorragie cerebrali ‒, ma abbatte totalmente i costi: “È stato disegnato per essere usato da casa dai bambini che indossano un visore a realtà aumentata che li proietta in un ambiente in cui interagiscono”, spiega Attard.

Dall’altra parte vi è il medico che si collega senza problemi dall’ospedale per comunicare con il bambino e controllare la sessione terapeutica.

Questo progetto dimostra come l’esperienza nell’intrattenimento possa fornire opportunità nell’impegno sociale”, conclude Attard.

 

Fonte: ANSA 

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