02 ottobre 2019

La carne rossa fa male? Una nuova ricerca sostiene di no

Nel 2015, con un aggiornamento delle linee guida dell'OMS, era stato diffuso l'allarme sul consumo di carni rosse: insaccati e salumi erano stati definiti "sicuramente cancerogeni", mentre la carne rossa fresca era stata indicata come contenente "probabili cancerogeni". 

Ora, una nuova ricerca solleva dubbi su quella che da quattro anni sembrava ormai una certezza scientifica appurata. Uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, pubblicata dall'American College of Physicians, afferma infatti che l'incremento del rischio di ammalarsi di cancro per chi consuma carne rossa e salumi più di tre volte a settimana sarebbe del tutto trascurabile.

Più precisamente, gli esperti del gruppo di ricerca indipendente NutriRECSS, autori dello studio, sostengono che i benefici per la salute derivati da un minore consumo di carne di manzo e maiale siano molto limitati nella popolazione generale. Tali conclusioni derivano da un'ampia revisione di studi clinici e osservazionali eseguiti in precedenza.

Via libera dunque al consumo di bistecche e salame? Non così in fretta. Il nuovo studio ha infatti già scatenato feroci critiche da parte di alcune società scientifiche. L'American Heart Association, l'American Cancer Society e la Harvard T.H. Chan School of Public Health e altri gruppi hanno criticato la ricerca sostenendo che essa danneggia la credibilità della scienza della nutrizione e compromette la fiducia nella ricerca scientifica da parte della popolazione.

 

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