30 settembre 2019

Franco (UGL Medici): "Sanità pubblica penalizzata, carenze sempre più gravi"

Sono sempre più frequenti le evidenze della volontà politica, più o meno esplicitata, di privilegiare in Italia la Sanità privata rispetto a quella pubblica. Le analisi dei flussi confermano il cambiamento di tendenza iniziato nelle Regioni del nord, ma con un trend attuale in crescita rapidissima nelle altre Regioni.

La riduzione della attrattività delle strutture pubbliche, sia per gli utenti che per i lavoratori, è sotto gli occhi di tutti e coincide con la crisi profonda del sistema di welfare sanitario in Italia.

Al contrario la sanità privata, organizzata per lo più in cartelli e lobby, sta riuscendo a inserirsi in una fetta sempre più significativa del settore della Salute Nazionale. Le carenze ed i vuoti sempre più gravi causati da atavici errori di programmazione della assistenza sanitaria e nella formazione in tempo utile di nuovi medici e specialisti, insieme a leggi balorde sui piani di rientro dal deficit sanitario con commissariamenti più che decennali e blocchi conseguenti di assunzioni e turnover hanno portato allo stallo attuale.

La percezione da parte dei pazienti del cambiamento di registro, con i pronti soccorso che non sempre riescono ad assolvere, per i summenzionati motivi di carattere strutturale e non certo per una indolenza o negligenza dei singoli e delle aziende, è a mio avviso la causa dell'incremento esponenziale delle aggressioni, non giustificabili mai ma comprensibili nelle cause.

Negli ultimi decenni abbiamo purtroppo assistito alla fine della "eccezionalità Italiana" in settori come quello della Sanità Pubblica che veniva considerata tra le migliori al mondo; della sociologia, che vedeva elevati tassi di matrimoni, stabili, con natalità accettabile: adesso le nostre famiglie sono fragili e di figli non se ne fanno come o più che negli altri paesi occidentali; psicologiche, con tassi di sofferenza mentale e di devianze specie nei giovani che nulla hanno da invidiare a quelli delle altre Nazioni.

Siamo completamente in linea con le iniziali argomentazioni sul merito fatte dal Ministro della Salute: l'Italia e gli Italiani non possono consentirsi ulteriori perdite di qualità nel settore della Sanità pubblica che va privilegiato rispetto alla privata non convenzionata, nel rispetto delle nostre, in passato vincenti, tradizioni di welfare.

 

Dott. Pierluigi Franco, Segretario Nazionale UGL Medici

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