17 ottobre 2018

Protesta dei medici. Quici (CIMO): dal Governo un'elemosina

“Se verrà confermato il valore di quanto il Governo ha messo a disposizione per il rinnovo del contratto di tutti i dipendenti della sanità che sono circa 650.000, l'incremento contrattuale per il 2018 sarebbe, con una media sommaria, di circa 33 euro lordi al mese a testa: circa un caffè al giorno”. Sono le parole di Guido Quici Presidente nazionale della CIMO Medici sono eloquenti.

I 284 milioni di euro che il governo assegna per chiudere il contratto 2018 con tutto il comparto sanità sono poco più di una miseria: “quasi un’elemosina”. E’ questo il giudizio dei medici ospedalieri sul provvedimento a meno che “ le Regioni non la integreranno subito con i fondi che avrebbero dovuto accantonare ma che da mesi si rifiutano di far conoscere, mettendo in serio dubbio l'esistenza dei fondi stessi”.

“Per i 120.000 medici dirigenti che attendono da 10 anni il rinnovo del contratto - dicono alla Cimo - sarebbe il danno oltre la beffa. Si vuole sperare che invece tali fondi vadano a integrare quanto le Regioni avrebbero dovuto accantonare nei loro bilanci per la contrattazione, numeri che da mesi tutte le parti interessate sono ancora in attesa di conoscere nonostante le numerose richieste di chiarimenti'. Quello che per ora è messo sul tavolo è giudicato “un obolo insignificante” e si deve chiarire” come verrà integrato”.

“Ma attenzione - chiarisce Quici - non saremo disponibili ad essere strumentalizzati dai rimpalli di responsabilità e numeri tra Ministero, Regioni e altri organismi istituzionali. Chiediamo semplicemente il rispetto delle regole e delle leggi che devono valere per tutti. Ad oggi, quanto stabilito dalle precedenti leggi sembra non essere stato rispettato e sugli accantonamenti delle Regioni abbiamo grossi dubbi. Che vengano da un decreto, dalla legge Finanziaria, dal FSN o dalle Regioni, quanto dovuto va riconosciuto alla dirigenza medica e subito, con la chiusura di un contratto adeguato”.

 

 

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