20 giugno 2019

Il futuro della medicina: depressione e diabete diagnosticati con Facebook

I post che pubblichiamo su Facebook potrebbero rivelare aspetti di noi che neanche immaginiamo.

Una nuova ricerca condotta dagli esperti della Penn Medicine e Stony Brook University e pubblicata su Plos One, ha rivelato che i nostri post sui social possono essere analizzati proprio come sintomi fisici e divenire utili nel diagnosticare alcune patologie come il diabete, l’ansia e la depressione, ma non solo.

Gli studiosi hanno preso in esame un campione composto da quasi 1000 individui attivi su Facebook e hanno scandagliato i post da loro pubblicati analizzando il linguaggio utilizzato e i parametri demografici, comparando poi le due classi di dati.

Il nostro linguaggio digitale cattura aspetti delle nostre vite del tutto differenti da quelli desunti attraverso i dati clinici tradizionali”, spiega il coordinatore del lavoro Andrew Schwartz che ha deciso di indagare la possibile presenza di 21 diverse malattie.

I risultati incredibili hanno dimostrato che è effettivamente possibile diagnosticare una patologia con questo metodo d’analisi, infatti tutte le 21 malattie sono state individuate e 10 delle 21 sono addirittura diagnosticabili in modo più accurato attraverso Facebook.

È quasi scontato, riflettendoci, che la ricorrenza di parole come drink, alcool, bottiglia, possa suggerire un possibile abuso di alcolici, un po' meno scontata è l’associazione di tematiche religiose al diabete.

Molti studi hanno evidenziato il legame tra un certo tipo di linguaggio digitale e specifiche malattie, ad esempio uno stile linguistico predittivo di depressione”, afferma Schwarts.

Secondo i risultati dello studio, dunque, i medici in futuro potrebbero dover “spiare” i profili dei propri pazienti per formulare una diagnosi più accurata e stabilire un giusto percorso di cure.

 

Fonte: ANSA

 

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