01 giugno 2019

Anemia: disturbi, cause e terapie

L'anemia non è una patologia, ma una situazione patologica. Ciò significa che essa rappresenta in realtà una condizione associata a un certo numero di malattie, anche molto diverse tra loro. La terapia, dunque, dipenderà dalla causa che ha scatenato questo disturbo. Ne parliamo con il Dott. Rosario Bianco, specializzando in Ematologia e Trapianti di cellule staminali.

Dott. Rosario Bianco, specializzando in Ematologia e Trapianti di cellule staminali 

Dottore, che cos'è esattamente l'anemia?

L'anemia è una condizione patologica caratterizzata dalla riduzione del valore di emoglobina. Si definisce anemia un valore di emoglobina inferiore a 14 g/dl nell'uomo e 12 g/dl nella donna.

 

Quali sono i sintomi dell'anemia?

L'anemia può manifestarsi tramite segni e sintomi a seconda dell'entità e della rapidità con la quale si instaura. Sintomi quali stanchezza generale e dispnea da sforzo; segni quali il pallore (in particolare delle sclere) e la fragilità degli annessi cutanei (unghie e capelli fragili possono nascondere spesso un'anemia).

 

A chi rivolgersi in caso in cui si soffra di anemia?

In caso di anemia bisogna rivolgersi al proprio medico curante, che dopo un'attenta valutazione dell'anamnesi, dell'esame obiettivo e delle indagini di laboratorio, può eventualmente decidere a quale specialista affidare il paziente. L'anemia non è sempre di competenza ematologica, ma nel reparto dove lavoro, il reparto di Ematologia e trapianti di cellule staminali emopoietiche, guidato dal Professore Carmine Selleri, all'interno dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, insieme alla visita ematologica, si offre la possibilità, gratuitamente, di effettuare un esame emocromocitometrico con reticolociti e, qualora l'ematologo, lo ritenga necessario, anche un esame dello striscio periferico analizzato al microscopio.

 

Si può guarire? E come?

L'anemia può avere molteplici cause. Nella maggior parte dei casi si tratta di un'aumentata perdita oppure di un ridotto assorbimento. Bisogna quindi individuare l'eziologia ed effettuare una terapia target. L'anemia più frequentemente riscontrata è la ferrocarenziale (anche detta iposideremica o microcitica) ed il suo trattamento è il reintegro di ferro esogeno, acido folico e vitamina B-12 per via orale, che aiutano e migliorano l'assorbimento e la performance.


Chi non mangia carne, come può affrontare l'anemia?

Nel caso di persone che non mangiano carne, il reintegro marziale può essere assicurato dall'assunzione di altri alimenti egualmente ricchi in ferro, quali: radicchio, legumi, spinaci, funghi, frutta secca, riso e cereali integrali, cacao, molluschi e crostacei.

 

Quali sono le modalità di prevenzione?

Al giorno d'oggi gli esami ematici di routine sono ampiamente diffusi e frequenti nella popolazione generale e la loro valutazione è di competenza in primis, del medico curante. In particolare l' esame emocromocitometrico con reticolociti, la transferrina e la sua saturazione, nonché la ferritina (che sta assumendo un ruolo sempre più marginale), sono un indice fondamentale dello stato di anemia e dell'assetto marziale del paziente.

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