17 maggio 2019

“Ho pagato 900 dollari per un reflusso”: cosa significa ammalarsi in USA

Andrea Marinelli, giornalista del Corriere della Sera, racconta la sua esperienza al pronto soccorso di New York, tra la paura di morire e il conto salatissimo da saldare perché senza assicurazione medica.

 

Una storia come tante negli Stati Uniti, luogo in cui la salute, spesso, rappresenta un vero e proprio lusso. Qualcosa che non è alla portata di tutti. A differenza dell’Europa in cui l’assistenza sanitaria è un diritto universale garantito dallo Stato, in Usa il discorso cambia radicalmente e assume delle sfumature a carattere privatistico. Senza copertura assicurativa, infatti, i costi dei servizi ospedalieri diventano esorbitanti, dalle operazioni più delicate ai ricoveri fino alle semplici visite di controllo. Fatta eccezione per alcune fasce di popolazione, soprattutto over 65 e disabili, a cui sono destinati specifici programmi di assistenza sanitaria pubblica.

Senza assicurazione, quindi, bisogna pagare. E anche cifre non indifferenti. In questo senso è emblematica la testimonianza diretta di Andrea Marinelli, giornalista del Corriere della Sera, che affida alle pagine del suo giornale un racconto esilarante e che al tempo stesso induce ad una riflessione sul sistema sanitario statunitense.

Dopo aver sentito un dolore lancinante descritto come “una gettata di lava” allo stomaco e dopo aver commesso un errore da principianti, ovvero cercare i sintomi su Google, il giornalista, in preda al panico, si reca presso il Pronto soccorso del Lenox Hill. La diagnosi lo tranquillizza: si tratta di reflusso gastroesofageo. Non è da sottovalutare, ma non è neanche sentenza di morte. La dottoressa gli propone di effettuare dei raggi, per precauzione, ma il giovane giornalista, essendo privo di assicurazione medica, declina l’offerta ed esce dall’ospedale con l’animo sollevato. In serata festeggia la buona notizia con gli amici tra fiumi di alcool e sigarette. La mattina seguente, come preventivabile, torna a sentirsi male.

Il ragazzo si farà prescrivere la cura ed il nuovo regime alimentare da un medico italiano. Tuttavia l’ospedale di New York non si dimentica della visita effettuata al ragazzo che, a stretto giro, si vede arrivare due fatture: una da 300 dollari e una da 1100 dollari, per un totale di 1400 dollari. Dopo una negoziazione con l’amministrazione, l’ammontare della spesa scende a 900 dollari. Quasi mille dollari per aver guardato “cinque minuti in gola con una torcia”

All'improvviso il nostro Sistema Sanitario Nazionale non sembra più così male.


Fonte: Corriere della Sera, Andrea Marinelli

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