04 ottobre 2018

Dipendenza da internet: un vero disturbo ossessivo-compulsivo

Internet fa male, tanto che ricorrervi è diventata una malattia e come tale va curata. L’idea trova conferma nella notizia dell'autentico boom delle cliniche sorte negli Stati Uniti per curare le vittime di disturbo compulsivo originato da Internet.

Il bisogno di "postare" assiduamente su Internet fatti, commenti e reazioni sovente nasconde e alimenta la malattia mentale. Per la precisione, l'attitudine malsana ai comportamenti ripetitivi è denominata infatti, DOC (Disturbo ossessivo compulsivo).

È la prima cosa che si fa spesso al mattino: controllare notifiche, aggiornamenti, "like" o commenti ai post sui social. Un gesto poi ripetuto tante, troppe volte nell'arco della giornata e che sempre di più rende paragonabile il rapporto con il proprio smartphone o tablet ad una dipendenza, con conseguenze che possono arrivare ad essere anche gravi, proprio come nel caso di una malattia. Secondo recenti ricerche, in media si controlla il cellulare 221 volte al giorno. Troppe. Internet, coi suoi risvolti "giornalistici" e social, sembra fatto apposta per ripetere infinite volte gli stessi meccanismi, obbligando chi si lascia prendere dal gorgo virtuale a tornarvi infinite volte, per pubblicare o leggere, attendere i riscontri, contare i "mi piace" e le condivisioni a cui affida una puerile gratificazione, oppure replicare a improvvisati avversari. E’ stato definito “sistema ansiogeno” che in soggetti predisposti può causare danni psichici significativi, o accentuare i problemi preesistenti, falsando la percezione della realtà con l'attribuzione agli spazi social di un'importanza eccessiva e di un'incidenza sul pensiero altrui che, in realtà, non si verifica..

Oltre a quella mentale, anche la salute fisica può esserne compromessa: disturbi visivi, vizi posturali, doppio mento e persino l'invecchiamento precoce sono solo alcune conseguenze di ore trascorse on line. Una ricerca recentemente pubblicata su Ophtalmology attesta l'aumento in maniera esponenziale di malattie della vista, in particolare la miopia. Lo studio, condotto a livello europeo, ha accertato il dato uniforme di un aumento del difetto di diottrie tra i ragazzi europei che usano le nuove tecnologie, rilevando percentuali di miopia sino a 1 soggetto su 4.

Uno studio rileva che è anche la scuola  a "far male", dove oggi sembra che sia irrinunciabile l'utilizzo di video e affini.

Indubbiamente la tecnologia ci aiuta molto, non è pensabile farne a meno, ma bisogna imparare ad usarla e gestirla nei modi e nei tempi corretti. In America circolano campagne di sensibilizzazione sul tema e diverse iniziative sia per gli adulti che per i ragazzi. Anche il Italia il fenomeno comincia ora a diventare un vero e proprio allarme sociale.


Redazione


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