cervello memoria
05 maggio 2019

Piccole scosse al cervello per ringiovanire la memoria

La stimolazione magnetica dell’ippocampo consentirebbe di contrastare il declino della memoria dovuto all’età che avanza: lo rivela uno studio pubblicato su Neurology.

 

Leggeri impulsi elettromagnetici, indolori e localizzati presso una specifica porzione di cervello: in questo modo sarebbe possibile ringiovanire la memoria. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su Neurology e condotto dalla Northwestern University. Secondo i ricercatori, piccole scosse rivolte presso l’ippocampo, la zona del cervello responsabile del declino della memoria in età avanzata, aiuterebbero a rinvigorire la funzione mnemonica.

“La memoria delle persone anziane migliorava al punto che non potevamo più distinguerla dai soggetti più giovani”: Joel Voss, responsabile dello studio, non frena l’entusiasmo per l’esito della ricerca. La stimolazione magnetica dell’ippocampo rappresenta la chiave di volta. Per fare questo, i ricercatori hanno individuato un’area precisa del lobo parietale che comunica con l’ippocampo.

Lo studio ha coinvolto 16 persone dai 64 agli 80 anni. Dopo aver somministrato dei test di memoria ai soggetti osservati, gli studiosi hanno effettuato un trattamento di stimolazione magnetica per cinque giorni consecutivi e dalla durata di 20 minuti. Trattamento che ha migliorato complessivamente le aree cerebrali coinvolte nelle facoltà mnemoniche, come evidenziato dagli esami, e che ha consentito agli anziani di superare un nuovo test di memoria in maniera brillante, con risultati paragonabili alle menti degli adulti più giovani.


Redazione


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