24 aprile 2019

Parto in acqua: come funziona, vantaggi e consigli

Come funziona il parto in acqua, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e chi può farlo. Ne parliamo con la dott.ssa Carmen Muccione, presidente dell'Ordine della Professione di Ostetrica della provincia di Salerno.

 

La scelta di partorire in acqua è legata a diverse motivazioni: per sentire meno dolore, per ridurre i tempi del travaglio o, semplicemente, per vivere un’esperienza unica e memorabile. Per saperne di più su come funziona, quali sono i pro e i contro e, in generale, avere una panoramica sul parto in acqua, abbiamo raccolto per la nostra rubrica "dillo con parole nostre" l'intervento della dott.ssa Carmen Muccione, presidente dell'Ordine della Professione di Ostetrica della provincia di Salerno

 

In foto la dott.ssa Carmen Muccione, presidente dell'Ordine della Professione di Ostetrica della provincia di Salerno.

 

Dottoressa, come funziona il parto in acqua?

Questa tematica, ad oggi, è molto dibattuta rispetto ad alcuni ultimi studi condotti dall’accademia americana di Ostetricia e Pediatria che ne hanno rivalutato i benefici in correlazione ai rischi. Chiaramente il parto in acqua necessita di alcuni presupposti ben definiti:

  • Le dimensioni della vasca devono consentire alla futura mamma di muoversi liberamente e di assumere le posizioni che preferisce;
  • I materiali di realizzazione devono essere molto resistenti e garantire la perfetta igienizzazione;
  • La temperatura dell’acqua deve essere abbastanza calda, intorno ai 37 ∞C. Il momento ideale per entrare nella vasca coincide con l’inizio della fase attiva del travaglio;
  • L’ostetrica che segue il parto a bordo vasca si preoccuperà di compiere tutte le manovre necessarie per l’assistenza.

 

In caso di complicazioni improvvise, cosa fare?

Nel caso in cui insorgessero complicanze sulla salute materno fetale la donna è sollecitata a lasciare la vasca per poter attuare, da parte dello staff medico ostetrico, le relative procedure di assistenza.

 

Quali sono i pro e i contro del parto in acqua?

Diversi studi sui benefici dell’acqua hanno evidenziato:

  • un minor rischio di lacerazioni perineali di secondo grado;
  • un travaglio più corto;
  • una riduzione significativa di interventi tra i quali la rottura artificiale delle membrane o uso di ossitocina sintetica.


Le donne inoltre riportano un’esperienza di parto positiva in quanto già di per sé immergersi nell’acqua calda infonde un senso di rilassatezza. Questa percezione, durante il travaglio, è accompagnata dal sollievo dal dolore della contrazione e dalla facilità dei movimenti.

Per quanto riguarda i rischi materni, non ci sono studi che dimostrano rischi diversi da quelli riscontrabili in un normale parto fisiologico.

 

Dove è consigliabile fare un parto in acqua?

Sicuramente in quelle strutture che dispongono di protocolli rigorosi per:

  • la selezione della ‘candidata’;
  • il mantenimento e la pulizia delle vasche/piscine;
  • procedure di controllo delle infezioni inclusi precauzioni e equipaggiamento protettivo personale per gli assistenti sanitari;
  • monitoraggio delle donne e dei feti ad intervalli appropriati mentre è immersa;
  • lo spostamento della donna dalle vasche in caso di insorgenza di complicazioni materne o fetali.

In regione Campania tra le strutture che offrono questo tipo di assistenza ricordiamo l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Caserta, la clinica Mediterranea e Villa Betania di Napoli.

 

Quali sono le donne che hanno la possibilità di scegliere il parto in acqua?

I criteri di inclusione appartengono a gravidanze a basso rischio, e dunque presentano caratteristiche quali:

  • gravidanza singola e presentazione cefalica;
  • travaglio attivo;
  • CTG rassicurante;
  • Liquido amniotico chiaro;
  • Nessuna complicanza medico/ostetrica.

 

Cosa indossare per un parto in acqua?

La donna può scegliere di indossare una T-shirt, un costume o, se è a proprio agio, può essere completamente svestita.

 

Andrea Avitabile

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