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20 aprile 2019

Papilloma virus (HPV): cause, sintomi, trattamento e prevenzione

Cos'è il papilloma virus (HPV), quali sono i sintomi, qual è il trattamento e come prevenirlo. Ne parliamo con la dott.ssa Giulia Zinno.

 

Il papilloma virus, o HPV, è un virus che, secondo alcune stime, viene contratto da circa l’80% delle donne sessualmente attive. Spesso è un’infezione transitoria, priva di sintomi evidenti. Si può manifestare con una sensazione di prurito, fastidio o dolore di lieve entità. Altre volte, invece, si esterna con la comparsa di verruche oppure escrescenze.

A fare chiarezza sulle cause, sui sintomi, sui pericoli, sul trattamento e sulla prevenzione del papilloma virus abbiamo raccolto per la nostra rubrica “dillo con parole nostre” l’intervento della dott.ssa Giulia Zinno, presidente A.Gi.Co (Associazione Ginecologi Consultoriali).

In foto la dott.ssa Giulia Zinno, presidente A.Gi.Co.

 

Dottoressa, cos’è il papilloma virus?


Il papilloma virus, o HPV, appartiene a una famiglia molto numerosa di virus che predilige le mucose dell’apparato genitale sia maschile che femminile.

 

Quali sono le cause? Come si trasmette l’infezione?


Come tutte le malattie sessualmente trasmissibili, il contagio avviene attraverso il contatto diretto tra le mucose genitali. L’HPV, ossia il papilloma virus, appartiene ad una famiglia molto numerosa di ceppi virali che vengono distinti in gruppi ad alto rischio e gruppi a basso rischio. Questo significa che una volta localizzate a livello delle mucose genitali, i tipi di HPV a basso rischio, in genere, non sono destinati a provocare un danno importante al contrario dei ceppi ad alto rischio, denominati numericamente, che possono determinare delle infiammazioni che possono modificarsi nel tempo diventando delle alterazioni degenerative, le quali possono essere da preludio, se non vengono individuate, diagnosticate e trattate precocemente, all’instaurarsi di un processo neoplastico vero e proprio nel collo dell’utero e quindi favorire quella che è l’insorgenza del carcinoma cervicale, cervico-carcinoma, ossia il carcinoma del collo dell’utero.


Si dice spesso che il papilloma virus è pericoloso più per le donne e quasi per nulla per gli uomini…


Prevalentemente, le infezioni di HPV trasmissibili attraverso i rapporti sessuali possono interessare sia le persone di sesso maschile che femminile. È più frequente nella donna perché la mucosa che ricopre il collo dell’utero presenta una struttura biologica maggiormente predisposta alle infiammazioni e alle alterazioni.

Ma si è creato una sorta di terrorismo relativamente alle infezioni da HPV. La presenza di HPV non è sinonimo di infezione, né tantomeno è sinonimo sistematico di infezioni preoccupanti e alterazioni preoccupanti. La storia naturale dell’HPV, ossia quello che normalmente succede nella maggior parte dei casi, è che il virus anche se è presente nell’organismo, e quindi a livello delle mucose genitali, viene eliminato. Si tratta di una piccola percentuale dei casi in cui il virus persiste e persistendo determina delle alterazioni degenerative che possono sfociare in un carcinoma vero e proprio.


Com’è possibile sapere se si è infetti, ci sono dei sintomi?


Sì, più che una sintomatologia che comunque non si riscontra con la presenza dell’HPV almeno quando è presente nelle fasi iniziali e non ha danneggiato la mucosa, il riscontro dell’HPV può essere un riscontro occasionale quando si effettua un Pap Test. È da precisare che il Pap Test non è l’esame che serve a identificare la presenza dell’HPV nelle mucose, ma è un esame che serve a vedere se il papilloma virus ha alterato le cellule del collo dell’utero. Il Pap Test, infatti, consiste nell’osservazione delle cellule della mucosa del collo dell’utero. Se le cellule sono normali o alterate, lo vediamo con il pap test.


Il virus determina un certo tipo di alterazioni. Quando riscontriamo quel tipo di alterazioni supponiamo che possa esserci dietro la presenza del virus HPV e in tal caso indirizziamo la donna ad un esame approfondito dopodichè questo test se risulta positivo, ossia se evidenzia la presenza dell’hpv, ci permette di comprendere se l’hpv è appartenente al gruppo ad alto o a basso rischio. Con gli esami attualmente disponibili, quindi, possiamo vedere se si tratta di un virus che ha la tendenza a replicarsi con molta rapidità e che indica un maggior rischio oppure se è un virus con una bassa tendenza a replicarsi, a svilupparsi, e quindi è un virus rispetto al quale si può stare un poco più tranquilli.


Nel caso in cui sia accertata l’infezione, come si può intervenire con un trattamento.


Il trattamento dipende dall’entità di alterazione delle cellule del collo dell’utero. Prima di proporre un trattamento terapeutico dobbiamo analizzare l’esito del Pap Test. Andiamo a identificare topograficamente l’alterazione sul collo dell’utero con un esame ben specifico che si chiama colposcopia.


Il vaccino quanto è importante nel prevenire l’hpv?


Il vaccino, come tutte le infezioni che possono essere prevenute con una vaccinazione, è molto importante perché offre protezione dai ceppi virali più frequenti e pericolosi, ossia quelli per i quali si è riscontrata una maggiore correlazione con il carcinoma del collo dell’utero, quindi per quei ceppi che più frequentemente riscontriamo nelle diagnosi di carcinoma cervicale.

La vaccinazione va proposta prima che le ragazze vengano avviate all’attività sessuale proprio perché essendo il contatto sessuale quello che maggiormente favorisce la trasmissione dell’HPV, logica vuole che questa vaccinazione si proponga alle ragazze adolescenti.

 

Dove è possibile sottoporsi al vaccino?

Generalmente viene effettuato presso i consultori familiari che, ancora una volta, si pongono nella nostra società come dei luoghi di frontiera e di prevenzione primaria e secondaria.

 

Andrea Avitabile

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