14 giugno 2021

Dal 2013 in campo per aiutare i giovani affetti da autismo, il racconto della presidente di "Amici di Puck"

La scorsa settimana l’ISS ha denunciato le gravi carenze dell’italia nell’assistenza ai ragazzi con disabilità cognitive. Per approfondire il tema, abbiamo intervistato Raffaella, presidente dell’Associazione Amici di Puck, di Ercolano, che dal 2013 fornisce un supporto ai ragazzi autistici della zona.

Ciao Raffaella, ci puoi raccontare di cosa si occupa al vostra associazione?

“Gli Amici di Puck” lavora con ragazzi autistici dai 4 ai 20 anni. Noi cerchiamo di organizzare percorsi su misura,  garantendo attività finalizzate ad intrattenere i giovani (laboratori, corsi, attività in piscina). La nostra particolarità è rappresentata dal rapporto di 1 ad 1, per ogni ragazzo c’è un volontario specializzato che offre assistenza.

I vostri progetti sono gratuiti oppure è necessario pagare l’iscrizione?

Il ragazzo può partecipare in forma gratuita ad alcune attività, mentre per altre è necessario versare una quota associativa.

Come mai avete scelto questo nome per la vostra associazione?

Nella mitologia Irlandese Puck era il folletto piccolo e dispettoso, l’equivalente del “munaciello” napoletano. Questo folletto aveva una particolarità: se evocato Puck aveva la forza di portarti nel suo mondo incantanto. Ci piaceva l’idea che i nostri figli siano come Puck e che gli altri abbiano la voglia di entrare nel loro mondo.

Con quanti ragazzi lavorate attualmente?

È difficile dirlo poichè l’emergenza Covid ci ha costretto alla chiusura e alla sospensione di alcuni progetti in essere. Di certo sappiamo che nei prossimi mesi lavoreremo con 10-12 ragazzi con orari scaglionati e, anche se i progetti avviati saranno inferiori agli anni passati, l’impegno da parte nostra sarà sempre lo stesso.

A proposito di pandemia, numerosi genitori hanno lamentato grandi difficoltà nella gestione dei ragazzi con problemi intellettivi durante il lockdown, per voi è stato lo stesso?

Il lockdown è stato un dramma. I ragazzi autistici sono molto abitudinari e rinunciare anche ad un caffè al solito bar è stato per loro molto faticoso. Bisogna sottolineare,inoltre, una regressione generale causata dallo stop all’assistenza e dalla sospensione dei controlli specialistici. Nel mio caso, sono mamma di un ragazzo autistico di 20 anni, mio figlio ha contratto il covid ed il periodo della malattia è stato uno dei peggiori della nostra vita

Nella vostra area avete un centro a cui rivolgervi per l’esigenza dei ragazzi o no?

Nella nostra zona, Ercolano, ci sono due istituti che si occupano di seguire i ragazzi dal punto id vista clinico e delle terapie, il Don Orione e  l’istituto Antoniano, quindi dal punto di vista del decorso della malattia non possiamo lamentarci. Restano però gravi carenze riguardanti le attività di svago fornite e proprio per questo motivo decidemmo di avviare questa associazione, per fare il contorno e migliorare la qualità di vita sia dei ragazzi che dei relativi genitori.

Voi siete nati nel 2013, qual è l’obiettivo per il prossimo futuro?

Noi vogliamo continuare così, organizzando sempre nuovi progetti per i ragazzi e rapportandoci tra noi come una grande famiglia.

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